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Effettuando alcuni test di generazione di script demandati ad un chat bot di intelligenza artificiale (gpt-6-luna) ho notato che è sì in grado di produrre anche da zero uno script ma se non sai cosa stai facendo corri il serio rischio di ottenere un pessimo codice.

Un primo caso è stato quello di uno script shell che richiedesse delle informazioni relative ad un dominio registrato su dynadot e l'IA ha scritto un codice funzionante ma parecchio complesso. Non riuscivo a capire come mai avesse deciso di fare richieste tramite API facendosi passare un formato xml invece che un json e, dopo avergli fatto rifare il tutto con json e jq, mi è venuta l'idea di chiederlo all'IA stessa e la disarmante risposta è stata:

Ho seguito il primo esempio con api3.xml e xmllint, senza verificare prima se Dynadot offrisse anche una risposta JSON adatta al parsing. È stata una scelta poco pratica: jq è più comodo per questo script, come abbiamo poi visto. Avrei dovuto controllare il formato JSON fin dall’inizio.

Il secondo caso riguarda uno script python che gestisce un foglio di calcolo ODS: anche in questo caso lo script funzionava ma era estremamente lento. Così ho realizzato che operava sul file con UNO riga per riga invece che caricare usando grandi blocchi di righe: questa volta ho evitato di farmi dare dall'IA la sua scusa ufficiale per quella scelta e mi sono limitato a fargli rifare il tutto usando una logica a blocchi invece che a righe e sono passato da un tempo di esecuzione di alcuni minuti a pochi secondi.

La morale è: se vuoi farti scrive del codice dall'IA devi avere la capacità di analizzare quel codice (e quindi devi saper programmare) altrimenti rischi farti produrre una schifezza, funzionante ma pur sempre una porcata.

L'immagine in testa, giusto per rimanere in tema, è stata generata con l'IA

Un cittadino statunitense ha dato alla dogana USA come codice di sblocco del telefono quello che invece ha cancellato tutto ed è stato incriminato per questo.

La funzione di cancellazione con un codice specifico al posto di quello di sblocco è una interessante caratteristica di GrapheneOS e Bruce Schneier fa notare che è legale ed è garantita dalla costituzione ma che è difficile sapere quanto conti al momento la costituzione.

In un interessante ricerca su una nuova classe di debolezze delle chiavi RSA viene fuori che alcune vecchie chiavi RSA deboli sono ancora in circolazione. La vulnerabilità è causata da pattern di zeri all'interno della chiave come si vede bene dall'immagine.

Bruce Schneier specifica che la ricerca non fa speculazioni al riguardo mentre lui invece sì: secondo lui si tratta del risultato di pressioni fatte da agenzie governative verso dei fornitori in modo che introducessero questa classe di debolezze nei loro prodotti perché avevano trovato il modo di violarle.

Le graffette finiscono sempre quando ne hai bisogno.

Diversi anni fa mi sono reso conto della particolarità di questa frase: se stai usando la graffettatrice e finiscono le graffette scatta il disappunto per la scocciatura di doverla ricaricare con un nuovo blocchetto di graffette ma in realtà le graffette finiscono per forza quando ne hai bisogno: se ne fosse rimasta una sola e tu avessi necessità di graffettare solo un gruppo di fogli lo faresti e le graffette finirebbero ma non te ne accorgeresti.

Ti accorgi che sono finite solo quando devi usarla: dunque le graffette finiscono per forza quando ne hai bisogno.

La prossima volta che qualcuno si lamenta del fatto che le graffette sono finite potrai dirgli, con un sorrisetto accennato, la fatidica frase: "Finiscono sempre quando ne hai bisogno eh?" e aspettare di vedere se realizza cosa veramente intendi e riderci su insieme.

Il quadro che emerge è quello di un’infrastruttura cognitiva che ottimizza per la soddisfazione immediata dell’utente, lo conforma nelle sue convinzioni anche quando sono sbagliate, e nel farlo erode progressivamente la sua capacità di pensare contro di sé.

La frase sopra è di Matteo Flora e riguarda il modo in cui funziona l'intelligenza artificiale ed è parte di un analisi molto interessante dell'enciclica del Papa che parla di IA e società: consiglio di leggere tutto il post e di farlo molto attentamente: conoscere certi meccanismi ci avvicina alla libertà.

Ho avuto parecchie difficoltà ad impostare la stamapante Epson XP-2200 via rete in Ubuntu 24.04.

Premetto che la stampante in se funziona. La scansione funziona regolarmente usando la sua applicazione che si scarica insieme al driver sul sito Epson. Funziona anche la stampa ma da app sul cellulare quindi l'hardware è a posto e la stampante è regolarmente in rete.

Il dubbio che mi ha fatto trovare la soluzione è stato relativo alla password di amministratore della stampante (che si trova in una etichetta all'interno) e che alla prima impostazione dell'app ho inserito mentre il driver .deb non richiede.

Dall'interfaccia web della stampante, dopo aver inserito la password, si accede ai settaggi avanzati e ho impostato di consentire la comunicazione IPP non sicura e poi ho usato l'url indicato nei settaggi come URI della periferica nelle impostazione stampanti di Ubuntu ma mettendoci il prefisso ipp: ipp://192.168.xxx.xxx:631/ipp/print

Ovviamente l'ip è quello della mia stampante nella mia rete privata quindi mettete il vostro. Io ho lasciato il settaggio di default che ottiene l'ip dal router però sul router ho fissato l'ip al macaddr della stampante in modo da trasformarlo in statico. Se preferite potete impostarlo direttamente statico sulla stampante.

Come soluzione non è il massimo perché non permette praticamente nessuna personalizzazione di stampa: niente fronte/retro, niente selezione bianco/nero o colore (stampa solo a colori) e così via ma almeno stampa. L'ideale sarebbe che il driver fornito funzionasse a dovere ma questo è.

Libera, voglio essere libera
Di non portare o portare un velo
Truccarmi tantissimo
Non depilarmi per mesi, per anni

Libera, voglio essere libera
Di uscire la sera, tornare da sola
Senza la paura persino del tipo della spazzatura
Di fare un figlio anche a quarant'anni
Di divorziare, poi risposarmi
Amare un uomo con dieci anni in meno
Che mi vuole bene, bene davvero
Fare l'amore, girare un porno
Cambiare letto pure ogni giorno

E di morire come mi pare
Non massacrata da un criminale
Non dalle pietre di un titolista
Né dalle carte di un penalista
Dai timorati figli di Dio
Che sputano merda e premono invio
Sputano merda e premono invio

Della mia fica farò moneta
O simulacro di nuova vita
Delle mie mani farò cantieri
O fragilissimi tulipani
Della mia vita farò una bandiera
Che brillerà nella notte scura

Libera, prima o poi sarò libera
Quando la guerra sarà finita
Ritorneremo tutte alla vita

Siamo sempre più vicini ad avere i motori delle auto elettriche direttamente nelle ruote (uno per ciascuna) e, ancora più interessante, la frenata rigenerativa che sostituisce i freni tradizionali.

Già ne scrivevo a novembre 2023 e ora grazie ad un nuovo motore a flusso assiale di Yasa, parte del gruppo Mercedes, che comincia ad essere sufficientemente compatto e leggero da poter essere integrato nelle ruote. Risulta essere anche così potente da gestire una frenata rigenerativa equivalente a quella dei freni tradizionali.

I vantaggi di soluzioni di questo genere sono molteplici: semplificazione, si libera spazio per l'abitacolo o per maggiore batteria, si riduce il peso riducendo i consumi, si tolgono vincoli progettuali permettendo di ridisegnare le piattaforme magari migliorando l'efficienza aerodinamica.

Con un esauriente articolo sull'argomento, basato sul caso reale di una legge del Regno Unito, Paolo Attivissimo fa nuovamente notare come il riconoscimento facciale in internet (e anche qualsiasi altro metodo) per identificare i minorenni non funziona. Con non funziona si intende che non raggiunge lo scopo di impedire ai minorenni di accedere ad alcuni siti perché è semplicissimo aggirare i controlli.

Con "crea danni" si intende che (elenco creato da Paolo Attivissimo):

  • Per gli adulti diventa più difficile accedere alle informazioni e ai servizi perfettamente legali e utili.
  • I cittadini vengono obbligati a creare un tracciamento dettagliato delle loro attività online legato alle proprie identità e vengono spinti verso piattaforme meno sicure.
  • Le piccole comunità online che non possono permettersi gli oneri di conformità alla legge vengono distrutte.
  • E a un’intera generazione viene insegnato che eludere la sorveglianza governativa è una competenza di base della vita [TechDirt].

Speriamo che i legislatori la smettano di inseguire il consenso con leggi inutili e pericolose ma ci credo poco.

Se avete l'esigenza di monitorare alcuni parametri meteorologici in maniera automatizzata le API gratuite di Open-Meteo tornano utili.

Ad esempio questa richiesta restituisce temperatura e vento attuali delle coordinate indicate che, in questo caso, corrispondono a Milano centro.

https://api.open-meteo.com/v1/forecast?latitude=45.46&longitude=9.19&current=temperature_2m,wind_speed_10m

Sul sito ci sono i dettagli di molte altre richieste possibili tramite API

Videocamera di sorveglianza via Pixabay

Le registrazioni del telefono di un agente dell'FBI e la video sorveglianza di Città del Messico sono state hackerate dal cartello della droga Sinaloa che le ha usate per raccogliere informazioni utili ad uccidere informatori dell'FBI. Commenta Bruce Schneier che, una volta che hai costruito un sistema di sorveglianza non puoi controllare chi lo usa.

Con questo non voglio concludere che non bisognerebbe mettere in piedi sistemi di sorveglianza: i benefici sono tanti quindi vanno fatti. Quello che però va sicuramente considerato è di realizzare un buon equilibrio tra la quantità di sorveglianza tecnicamente possibile e quella che invece è opportuno realizzare in modo da non dare troppo potere a chi la userà illegalmente perché è impossibile evitare che succeda.

Ovviamente anche di gestire la sicurezza informatica di questi impianti al meglio ma questo dovrebbe essere ovvio e scontato anche se alle volte non è così.

Una azienda cinese ha prodotto un sottomarino autonomo, senza equipaggio, munito di "research rocket" e guidato da un intelligenza artificiale.

Cosa mai potrebbe andare storto?

Via Bruce Schneier