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Una sentenza canadese impone, a chi va a caccia di pirati e per farlo ha bisogno della collaborazione degli ISP per recuperare il nome associato ad un indirizzo IP, di pagargli un compenso ragionevole.

Mi sembra ragionevole: se, come in questo caso, si vuole far causa a 55'000 "pirati" non si può pretendere che gli ISP lavorino gratis. Il pirati l'ho virgolettato perché dover definire in questo modo così tante persone deve quantomeno far venire il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato alla base.

Via Stefano Quintarelli e engadget

Una ricerca effettuata da sanvine, una società canadese di consulenze sulla banda larga, mette in possibile correlazione il recente aumento del traffico BitTorrent con l'aumento di player nel settore dello streaming online legale.

In particolare l'interessante ragionamento è che iniziano ad esserci diversi fornitori di serie tv e affini e ciascuno ha contenuti in esclusiva che risultano interessanti per il pubblico. In questo scenario l'utente medio è disposto a pagare per abbonarsi ad alcuni ma non a tutti e il resto lo scarica pirata via BitTorrent.

Scrivevo che io mi sono abbonato a Netflix e, per quello che serve a me, è sufficiente ma per altri potrebbe non bastare ma, nel contempo, la spesa totale potrebbe essere troppa.

Via TorrentFreak

Se avete l'esigenza di esporre un servizio web di casa vostra e volete farlo in maniera sicura gestendo voi direttamente il tutto per avere il massimo controllo una soluzione è il reverse proxy con autenticazione.

Per fare un esempio potreste voler pubblicare in internet una ip cam di sorveglianza che guarda l'esterno di casa. Il modo più facile è di impostare una regola sul vostro router per aprire la porta della videocamera ma questo presenta almeno un paio di problematiche che portano a sconsigliarlo. La più ovvia è che la videocamera potrebbe non avere l'impostazione per proteggerla con password e non è bello che chiunque possa guardare fuori da casa vostra. Una seconda considerazione è sul grado di sicurezza della vostra ip cam: potrebbe avere dei bug che permettono ad un malintenzionato di prenderne il controllo o, anche se non ne avesse, in futuro potrebbero saltarne fuori e il produttore quasi certamente non pubblicherà un aggiornamento per tappare la falla.

La soluzione reverse proxy con autenticazione è indubbiamente più complessa ma permette di avere il pieno controllo della parte che si pubblica in internet e di poter quindi tenere aggiornati tutti i componenti alle ultime versioni: un sistema correttamente configurato e mantenuto aggiornato è una buona garanzia di sicurezza.

Cosa serve per realizzarlo? Prima indico un breve elenco di oggetti che servono e poi qualche dettaglio sulle configurazioni.

Elenco:

  • Un ip pubblico (niente NAT/Carrier Grade NAT altrimenti non siete raggiungibili dall'esterno)
  • Un router che possa tenere aggiornato un dns dinamico con il vostro ip (o un ip pubblico statico)
  • Un server sempre acceso da adibire a reverse proxy

Per accedere in maniera sicura bisogna esporre il servizio in HTTPS quindi usiamo Let's Encrypt per avere un certificato gratuito per il dns che abbiamo impostato nel nostro router.

Se utilizzare una Debian con Apache come web server allora dovete abilitare i vari moduli proxy e un idea di settaggi del reverse proxy potrebbe essere:

<VirtualHost *:443>
          SSLEngine on
          SSLCertificateFile /etc/letsencrypt/live/tuo.dominio.it/fullchain.pem
          SSLCertificateKeyFile /etc/letsencrypt/live/tuo.dominio.it/privkey.pem
          ServerAdmin tuaemail@example.it
          ServerName tuo.dominio.it
          ProxyPass / http://192.168.1.100/
          ProxyPassReverse / http://192.168.1.100/
          <Proxy *>
                    AuthType Basic
                    AuthName "Restricted Access"
                    AuthUserFile "/cartella/dove/metti/il/file/passwordapache"
                    Require user nomeutente
          </Proxy>
          </VirtualHost>
<VirtualHost *:80>
          ServerName tuo.dominio.it
          Redirect permanent / https://tuo.dominio.it/
</VirtualHost>

Come vedete ho messo un rediret permenent per HTTP (porta 80) in modo che se anche cerchi di accedere senza l'HTTPS vieni rediretto sul sito sicuro. Nella sezione sopra, quella HTTPS (porta 443), ho indicato le posizioni dei certificati, l'ip interno del web server da esporre (da notare che può essere anche solo HTTP ma verso l'esterno viene fatto transitare HTTPS), come AuthName non mettete nulla di personale perché è visibile a chiunque prima dell'autenticazione e poi c'è il file dove salverete utente e password.

Fatto in questo modo potete accedere da internet al vostro servizio web semplicemente con https://tuo.dominio.it/ vi apparirà la richiesta di nome utente e password e tutto quanto transiterà in maniera cifrata.

Può capitare che una macchina virtuale vada completamente distrutta e quindi l'unica opzione si di rifarla da zero.

Come vedete anche dalla comunicazione qui sopra viene giustamente ricordato di fare i backup dei dati critici ma, in alcuni casi, potrebbe essere utile anche un backup dell'intero sistema operativo.

Se ricostruire un server e ricaricarci i dati critici da un backup è più facile e veloce che mettere in piedi, mantenere e gestire un sistema di backup dell'intero server e poi ripristinare da uno di questi backup l'intera macchina allora non è il caso di pensarci.

Fate voi le valutazioni del caso a seconda di quello che serve a voi.

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Dieci anni fa scrivevo di tariffe flat per scaricare legalmente e sembrava quasi un utopia.

Oggi non lo è più: complici i cambiamenti iniziati con la vendita legale di musica via mp3 con tariffe flat e, soprattutto, complice il miglioramento delle connessioni internet è adesso molto facile fruire di film, serie tv e tanto altro con una tariffa flat decisamente ragionevole.

Scrivevo, allora, che se ci fosse stata una tariffa flat dal costo ragionevole l'avrei utilizzata e difatti è andata così. Mi sono abbonato a Netflix.

Confermo quello che scrivevo anni fa: ci saranno sempre i download illeciti di film ma i tempi sono ormai maturi perché la maggior parte della fruizione di contenuti video passi per canali legali.

Apple_iSuck_by_moosticksSto ridendo ancora nel leggere che è risultato che chi ha un mac tende a spendere di più e allora c'è chi si è organizzato per proporre opzioni più costose a chi visita il sito usando un mac 😀

Tempo fa scrivevo al riguardo delle mucche da mungere 😀

Ovviamente non tutti gli utenti mac sono di questo tipo e non c'è dubbio che se uno ha scelto di spendere di più acquistando un mac per avere una qualità maggiore tendenzialmente sia disposto a spendere di più in generale per avere un prodotto/servizio migliore ma io, perdonatemi, continuo a non riuscire a smettere di ridere 😀

(Via Quinta)
Picture credit moosticks

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Apple_iSuck_by_moosticksE' da un po' che ho in mente di parlare male di Apple e finalmente mi ci sono messo.

Da sempre ho avuto una particolare avversione per Apple: odio il modo con il quale tratta i suoi clienti. Mucche da mungere.

Prendendo spunto da qualche parere che non sia mio, in modo da sembrare (solo sembrare) meno parziale, voglio farvi notare qualche punto a favore della mia tesi.

Scrive il Quinta che Apple ha bloccato l'App di Mark Fiore, un vignettista che ha vinto il premio Pulitzer e questo si chiama scelta editoriale. Se Apple sceglie per te quello che è lecito che tu veda ti vuole tenere nel mondo che ha scelto per te.

Io sarò uno spirito indipendente ma spero che la censura non sia mal vista solo dagli spiriti liberi.

Se voglio una linea editoriale mi leggo qualcosa di parte: la parte che scelgo io. Se voglio un computer portatile (telefono, smatphone o come volete chiamarlo) voglio che le scelte di cosa metterci sopra siano mie. Se a voi stà bene che siano altri a scegliere per voi allora accomodatevi ma sappiate che non lo fanno per il vostro bene ma per il vostro portafogli. Mucca da mungere.

Alessio Di Domizio di appuntidigitali ci segnala che Apple esclude lo sviluppo non nativo su iPhone.

Per i non addetti ai lavori questo significa, nuovamente, che Apple vuole evitare a tutti costi che un applicazione non approvata da loro possa essere installata su un iPhone.

Per riuscirci devono bloccare, per esempio, la prossima versione di Adobe Flash che permette di creare applicazioni in grado di girare su qualsiasi dispositivo. Ovviamente Adobe non è propriamenente felice e immagino che partirà una bella causa.

Si parla di concorrenza: avete presente? E' quella roba che serve a mantenere i prezzi per l'utente bassi. Mucca da mungere.

Proseguiamo con una testimonianza di Elena riguardo ai portatili (giusto per non fossilizzarmi sugli iPhone). Elena dice che

prima di spendere altri 2000€ in Hardware Apple, ci penso un po', e arrivo alla conclusione che avere una macchina apribile, magari piu' leggera ed economica (della serie, mi cade, si rompe, ne compro un altro e ci trapianto il disco) mi fa stare meglio

Da notare che Elena ha usato parecchi prodotti Apple e continua ad usarne: non è quindi una che parla di cose che non sa (non è come me insomma). Il concetto che espone è semplice: Apple fa di tutto per non farti mettere mano (aprire, sistemare, smontare) ai suoi prodotti. Preferisce che lasci fare a loro quando si tratta di riparazioni e preferisce che tu compri un loro oggetto più potente se quello che hai non ti basta più. Mucca da mungere.

Tutte queste cose non vi dicono nulla? C'è ad esempio essepunto che commentava su FriendFeed

Opera Mini: lo usavo anni fa sul BlackBerry e da subito sull'Android. Certo che si esaltano con poco i possessori di iPhone.

Come mai si esaltano per l'arrivo di una applicazione che in altre piattaforme c'è da tempo? Forse perché non sono abituati alla libertà e quanto viene loro concessa è spesso vista come un miracolo da osannare? Intorno alla guerra dei browser ci sono interessanti questioni economiche. Mucche da mungere.

Giusto per chiarezza vorrei concludere dicendo che ce l'ho su con Apple ma non con chi, consapevolmente, sceglie di usare loro prodotti. Difatti conosco molta gente che usa, ad esempio, l'iPhone e mi stanno pure simpatici. Ci passo addirittura delle piacevoli serate in compagnia.

E' un diritto di tutti quello di scegliere di farsi mungere ed è anche gratificante e consolatorio farlo. Fatelo voi però che io non ne ho per nulla voglia!

Picture credit moosticks

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GoogleLogo.gifTorno di nuovo con un post con le domande che mi formulate indirettamente cercando con Google.

Questa volta ne tratto una sola visto che richiede una risposta articolata, eccola:

obbligo ultimo miglio telecom

C'è, nel senso che Telecom Italia è obbligata, per legge, a portare la linea telefonica in ogni abitazione italiana. Il costo è a carico vostro e se ci sono difficoltà il costo sale.

Può anche portarvi la linea con una borchia GSM, quindi vi scordate internet. Questo in casi estremi.

Telecom ha anche delle tempistiche da rispettare ma non è nuova a disattenderle: ci sono utenti che aspettano da mesi/anni. (Merlinox ad esempio: qui)

L'altra possibilità, nel caso incappiate nella testardaggine di Telecom Italia, è di trovare un buon fornitore di connettività senza fili (WiMax o Hiperlan2 ma obbligatoriamente con antenna fissa sul tetto per avere la qualità necessaria) e poi usare il VoIP per avere quindi connessione ad internet e telefono fisso.

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WiMax Se non vi foste accorti sto scrivendo una serie di post sulle connessioni senza fili nelle varie tecnologie (WiMax, Hiperlan2 e WiFi) e, in particolare, su come si presentano i gestori che le propongono, sulle offerte, sulla copertura, prezzo e tanti altri dettagli.

Li sto scrivendo per Dynamick: il primo post è introduttivo, ho già scritto su Linkem e su Aria e ho in programma di proseguire con gli altri WISP WiMax e con quelli Hiperlan2.

Nel caso quindi che seguiate il mio blog ma non Dynamick rimediate subito e iscrivetevi al suo feed!

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Portabilità successivaLa portabilità successiva del numero di telefono fisso è un mio vecchio cavallo di battaglia ma questa volta mi sono fatto fregare.

Sul forum di NGI Rasky e gabbo85 mi fanno notare che c'è un importante aggiornamento, ovviamente positivo, del quale non ero a conoscenza.

Fino a poco tempo fa la portabilità successiva, cioè quella che vorrebbe effettuare dopo che già se n'è effettuata una, era sostanzialmente impossibile nonostante le norme parlassero di un obbligo da parte degli operatori.

La buona notizia è che EuteliaVoip sembra poterla realizzare a patto che il numero da portare sia originario Telecom Italia (è il caso più comune) e un altro dettaglio tecnico relativo al codice di migrazione.

Per fare un esempio se un utente ha portato il proprio numero di telefono fisso Telecom Italia verso Fastweb e poi decide di effettuare la portabilità successiva verso EuteliaVoip ora può.

Sembra essere una procedura un po' manuale ma è sempre meglio di niente!

La concorrenza vera che si creerebbe con una reale e funzionante portabilità successiva aiuterebbe ad abbassare ulteriormente il costo delle chiamate dal telefono fisso (VoIP, ovviamente) e questo penso che piaccia a tutti.

Appena avrò occasione di provare (magari presso qualche mio cliente) questa novità vi aggiornerò: se qualcuno di voi ha già fatto la mitica portabilità successiva me lo dica qui in un commento o via e-mail

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Logo EOLOEOLO (di NGI) è un prodotto veramente buono ma, siccome sono un rivenditore, ho pensato bene farvelo spiegare da un cliente che non l'ha acquistato da me.

netfranzPer questo ho intervistato Francesco aka netfranz che gentilmente ha risposto alle mie domande. Eccole.

Come mai ha scelto EOLO?

Diciamo che lo tenevo d'occhio fin da quando è partito... l'ho scelto grazie ai pareri favorevoli degli altri utenti, e al fatto che era l'unico servizio wireless che copriva (degno di tale nome) casa mia

Avevi altre possibilità tipo ADSL cablata o mini ADSL?

No, a parte l'hsdpa della Vodafone che usavo e che ha avuto un decadimento di prestazioni notevole negli ultimi sei mesi (o semplicemente, non era adatto a soddisfare le mie esigenze)

Rispetto alla banda nominale quanta banda reale hai? E' differente a seconda degli orari?

Guarda, non ho fatto test molto approfonditi ma, ad occhio, i 4 mega/512k del mio contratto ci sono tutti 🙂

A chi consiglieresti EOLO: solo ai digital divisi, a tutti o a chi?

Dipende da cosa uno cerca... lo consiglierei ai digital divisi ma anche a chi cerca un servizio di qualità; forse per chi non ha grandi esigenze, e può disporre di un'adsl cablata, è troppo costoso

Che hardware usi (marca e modello)?

Il router è un Linksys WRT54GL con firmware DD-WRT, poi ho un access point Netgear wg602 (ho la casa grande e vecchia, con muri enormi :P). In rete sono collegati il Nintendo Wii, il DS, un pc fisso e due portatili HP, oltre a due Nokia N95 8gb 😛

Ovviamente non manca la domanda classica: come ti trovi?

Benissimo, non posso veramente lamentarmi! Forse l'unica cosa che pensavo corresse un po' di più è il p2p, ma non è vitale per me: comunque funziona, anche se ha alti e bassi (ci tengo a dire che non ho i problemi di altri, con i download bloccati a 20kb)

Che altro dire: grazie ancora a Francesco per la disponibilità!

Tra di voi c'è qualcun'altro che usa EOLO e vuole parlarmi della sua esperienza?

All you Need Is Love dei BeatlesSentivo questa mattina su Lifegate Radio che ricorre l'anniversario dei 41 anni dalla prima diretta mondiale via satellite.

Allora i Beatles furono ingaggiati per creare e cantare una canzone (All you need is Love) che venne ascoltata in diretta mondiale.

Dopo 41 anni (in realtà anche qualcosa di meno) realizzare una diretta video e voce fruibile da chiunque in qualsiasi parte del mondo è fattibile da chiunque a costi prossimi allo zero: tutto questo grazie al VoIP che trasporta la voce e, volendo, anche il video.

Questa considerazione mi serve per far notare che un risultato di questo tipo è possibile grazie ad una rete internet neutrale (Net Neutrality) che, non discriminando tra i dati che movimentiamo, permette la nascita e lo sviluppo di soluzioni a basso costo (o, alle volte, anche a costo zero) che altrimenti verrebbero soffocate da servizi venduti dal vostro ISP.

Sappiatelo e tenetene conto quando dovete scegliere il vostro fornitore di connettività: indirizzatevi su chi dichiara apertamente di applicare la più rigorosa net neutrality!

Obelisk di EuteliaVoipAvevo già parlato di questo interessante servizio, un centralino virtuale: Obelisk di EuteliaVoip.

Chiudevo la mia segnalazione domandandomi se sarebbe diventato interamente a pagamento o se  avrebbe mantenuto una versione base gratuita: ora il dubbio è sciolto.

Il servizio avrà un costo mensile di 2,5 euro. Non mi è ben chiaro se si tratti di un costo per centralino includendo quindi tanti interni quanti se ne voglia o se si tratti del prezzo mensile per singolo interno. Spero vivamente la prima e sembra proprio che sia così. EDIT: a richiesta Eutelia mi conferma che i 2,5 euro sono per centralino.

Vale la pena spendere 2,5 euro al mese per un centralino virtuale di questo tipo? Secondo me sì sempre che non abbiate la competenza per mettere in piedi un server (avendo già un vecchio computer sutto mano), metterci Asterisk e, soprattutto, sempre che abbiate tempo e voglia per tenerlo operativo, aggiornato, funzionante ecc. ecc. 😉

Voi cosa fareste? 

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Viviane Reding su WikipediaEstremamente interessante il discorso di Viviane Reding al KPN Annual Event che Stefano Quintarelli riporta nel suo blog.

La parte che mi ha più colpito è alla fine dove parla di un modello municipale che prevederebbe un impegno di ciascuna città a dotarsi di una rete in fibra ottica punto a punto (una fibra per ciascun utente). E' il sistema che regge meglio le future richieste di aumento di banda ed è anche il più costoso.

Il fatto che se incarchi la singola municipalità porterebbe ad aumentare ulteriormente il divario digitale.

Le grandi città ovviamente farebbero questo investimento e si doterebbero di di una infrastruttura a prova di futuro e lo potrebbero fare perché non avrebbero difficoltà a trovare investitori visto il loro ricco bacino di utenza.

Le piccole città e la periferia rischierebbero di restare al palo un po' per la poca lungimiranza degli amministratori (che non sarebbero forzati a fare questa scelta dalla pressione dei propri cittadini) e soprattutto per la maggior difficoltà nel trovare finanziamenti per un progetto che, non coinvolgendo un bacino di utenti tipo quello delle grandi città, rischierebbe di essere antieconomico.

Nonostante questo la Reding consiglia di valutare bene questa possibilità per far si che chi vuole dotarsi di una infrastruttura a prova di futuro possa farlo: la cosa è allettante ma non sono sicuro sia la strada migliore.

Invece che pensare di fare trenta facciamo direttamente trentuno: fibra punto punto per tutta la nazione, investimento misto pubblico / privato, One Network dove ciascun operatore conferisce la propria attuale rete e infrastrutture e tutti quanti acquistano agli stessi prezzi dall'unico soggetto.

Meglio così o sono pazzo? 

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Fibra OtticaSono curioso: quanto pagate ora per connettervi ad internet a casa e cosa vi danno per quei soldi?

La domanda che però mi preme di più è quanto sareste disporti a pagare per avere una connessione in fibra ottica direttamente in casa (FTTH: Fiber To The Home, fibra in casa per gli amici) che ne so, diciamo 100Mbit simmetrici con qualche Mbit di banda garantita. Tanto per dire 🙂 

Una volta dotati di "fibrone" a 100Mbit cosa ci fareste in più o di meglio rispetto a quello che fate ora?

VoIP che magari non potete ora per via della banda traballante e della latenza improponibile?

P2P a manetta?

TV via internet (NetTV, P2P TV o il bel giardinetto recintato della IPTV del proprio carrier)

Io pagherei una cinquantina di euro al mese o, meglio, un costo iniziale corposo e una cifra più bassa mese per mese.

Voi?

(Foto di xamad via Flickr

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Net NeutralityRaccolgo volentieri l'appello di Stefano Quintarelli riguardo alla neutralità della rete (Net Neutrality) in particolare riguardo alle connessioni da cellulare.

Vodafone, ma bisogna ammetterlo, non solo lei, propone tariffe flat includendo nel forfait però solo quello che vuole lei.

Ho già spiegato perché la rete di trasporto dati debba essere neutrale e anche Stefano (con maggior cognizione di causa di me) lo ripete spesso ma un richiamo ogni tanto non guasta.

Soprattutto quanto un operatore vincola palesemente l'uso della connessione ad internet per salvaguardare il suo piccolo orticello.

Sarebbe ora che smettessero di comportarsi così! 

(Immagine in testa di Kurt Griffith via Omnia Communia)

Obelisk di EuteliaVoipAvevo chiesto lumi sulla presenza di alcune funzioni tipiche di un centralino tradizionale in Obelisk di EuteliaVoip.

Mi hanno risposto confermandomi che ci sono e che sono gratuite

In riferimento alle Sue richieste possiamo confermare ciò che ha asserito, in particolare:
- Con *2 seguito dall'interno XYZ di 3 cifre si può chiamare l'interno XYZ,
 se poi aggancia, la comunicazione avviene tra chiamante originale e interno,
 se aggancia l'interno la chiamata  torna a chi ha iniziato il passaggio.
- Con #1 seguito dall'interno XYZ di 3 cifre si trasferisce direttamente la
 chiamata verso l'interno XYZ.

Per quanto riguarda i costi le chiamate tra interni sono gratuite

In pratica registrate in un centralino virtuale n numeri EuteliaVoip e poi da ciascuno di questi potete chiamare gli altri con numeri rapidi, trasferire direttamente una chiamata esterna o trasferirla dopo aver parlato con l'interno al quale volete trasferirla.

Per piccole e medie imprese e ma anche per privati "evoluti" si ha a disposizione un centralino che fa quasi tutto quello che farebbe un equivalente oggetto fisico tradizionale di piccole dimensioni, gratis e senza nessun apparecchio fisico. Quindi niente costi e niente manutenzione.

Da Dicembre partirà una nuova versione con più funzionalità: chissà se sarà gratuita oppure a pagamento e se manterranno una versione base gratuita.

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Logo TiscaliLeggo una segnalazione di Pietro che riprende un articolo di OneAdsl dove si vocifera di Tiscali che abbandona il VoIP.

Attualmente Tiscali fornisce un modem - router - ata in modo da offrire connessione e insieme la fonia VoIP.

Io ipotizzo (malignamente) che sia solo una questione di costi in relazione alla qualità del servizio.

Tiscali deve comunque pagare a Telecom  il canone per l'ULL sia che ci faccia passare una ADSL e basta (come ora) sia che ci faccia passare anche una linea telefonica classica (RTG o PSTN che dir si voglia).

Per ottenere una qualità della linea VoIP paragonabile alla RTG dovrebbero fornire un apparecchio di ottima qualità con integrata una ottima gestione della priorità del traffico. Questi oggetti costano, non tanto, ma sicuramente di più dei modelli economici base. Con un oggetto economico non si può e ne avevo già parlato qui.

Una volta che la fonia classica entra nel DSLAM in centrale nessuno vieta a Tiscali di convertirla in VoIP e mantenere quindi intatti tutti i risparmi: chi glie lo fa fare di portarvi il VoIP in casa quando gli costerebbe di più?

Il VoIP in casa conviene se fatto direttamente dall'utente (privato o azienda) non certo a chi ha già i costi di ULL, con affitti degli spazi in centrale e quant'altro. Per questi soggetti una linea RTG è più economica!

Sono troppo maligno o secondo voi ho azzeccato il motivo

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WiFi MunicipaleNon sono convinto che la strada del WiFi gratuito municipale sia praticabile.

Un bel articolo di Benedetto spiega la situazione dei tentativi fatti in questo senso negli Stati Uniti.

Se fosse una decisione statale finanziata dallo stato funzionerebbe ma a me non piacerebbe.

Non sono pazzo eh? sarebbe bello avere una WiFi gratuita ma credo che l'intervento statale non debba andare in quella direzione ma piuttosto verso la direzione di rendere la connessione internet a banda larga un servizio universale così come ha fatto la Svizzera.

Sono convinto che l'intervento di uno stato, di una istituzione pubblica in genere, debba limitarsi a dare regole, ad effettuare controlli sul rispetto delle regole e della concorrenza in genere; compiere azioni che aiutino la concorrenza; nel caso di situazioni dove la concorrenza non può dare risultati, fornire incentivi: il servizio universale dovrebbe essere realizzato incentivando economicamente i progetti di connettività nelle zone non raggiunte dalla banda larga.

Io la penso così: e voi? 

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Tanti_cellulari.jpgLeggendo un articolo su telefonino.net scopro un interessante servizio fornito dall'azienda di trasporti pubblici romana. Utili informazioni accessibili gratuitamente su un sito web.

Giustamente, nell'articolo, fanno notare come l'accesso al sito sia gratuito ma la connessione da cellulare la paghi e pure cara.

Non solo la connessione internet da cellulare è cara ma spesso gli operatori la castrano (o castrano alcune funzioni del telefono) in modo da non permetterci di sfruttarla appieno per risparmiare con chiamate telefoniche VoIP o messaggistica istantanea per sostituire gli SMS.

Per quanto tempo andranno ancora avanti prima di rassegnarsi all'idea che non possono più essere compagnie telefoniche mobili ma devono cambiare sesso e trasformarsi in puri trasportatori di bit senza discriminare cosa siano quei bit?

I servizi utili cominciano ad esserci e continuano a crescere: forse è questo che li forzerà al cambiamento. Avendone così tanti saremo noi che, insistendo per usare tutti questi utili servizi in mobilità, li forzeremo a cambiare?

(Foto di Gaetan Lee via Flickr)