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Breve segnalazione: il motore di ricerca torrent cloudtorrents.com pare interessante.

Ha un design pulito ed essenziale, ha delle categorie navigabili , con le quali restringere le ricerche, e sembra discretamente utile per la ricerca di torrent italiani.

Aggiungo anche un nuovo indirizzo per il famoso motore di ricerca torrent LimeTorrents.

IMDB

Ultimamente ho guardato qualche serie tv: la comodità dei servizi di streaming come PrimeVideo e Netflix è innegabile. Addirittura meglio che i download via Torrent 😉

La più interessante è Reacher (su Amazon PrimeVideo), basata sul primo romanzo della serie a lui dedicata dall'autore Lee Child. Lodevole la scelta dell'attore che impersona Jack Reacher che, a differenza dei due film già usciti sullo stesso personaggio, è alto e grosso così come viene caratterizzato dall'autore e il fatto non è puramente estetico ma parte integrante del personaggio. Oltre alle dimensioni adatte l'attore è anche bravo: rende molto bene il personaggio particolare di Jack Reacher.

Su Netflix, invece, ho visto Blind Spot che ha una trama complessa e interessante già dalla partenza con una donna nuda, piena di tatuaggi e senza memoria che viene trova in un borsone a Time Square. La seconda, che sto ancora guardando, è Good Doctor incentrata sulle vicende di un bravissimo specializzando chirurgo autistico.

Un gruppo di ricercatori ha calcolato il numero di qbit necessari ad un quantum computer per violare, in tempo utile, la firma con chiave pubblica delle operazioni su Bitcoin ed è risultato essere 317 × 106 qubit quando il più grande quantum computer attuale (IBM) ne ha 127.

Fa notare Bruce Schneier che il problema non si presenterà a breve, ma neanche lontanamente a breve.

Non fatevi ingannare dal fatto che stiamo parlando di violare Bitcoin e voi non ne avete: si tratta di un esempio pratico particolarmente calzante per quantificare la situazione di pericolo per la crittografia a chiave pubblica. La vulnerabilità nelle transazioni di Bitcoin è limitata in un arco di tempo di una decina di minuti. Bitcoin usa la crittografia ellittica a 256 bit per la firma dell'operazione e se si riesce a violarla tra il momento in cui viene generata e spedita a tutti la transazione e quando viene accettata (quei famosi circa 10 minuti) risulta possibile violare la transazione.

Il punto che interessa tutti è che la crittografia ellittica è una delle migliori disponibili e, anche per operazioni importanti come i pagamenti online, ne vengono usate di meno robuste quindi l'intera sicurezza della nostra vita online dipende da questa lotta tra crittografia e violazione della stessa con un quantum computer.

Nel frattempo i crittologi non stanno a grattarsi i pollici: sono da tempo al lavoro per un nuovo algoritmo resistente ad attacchi portati con quantum computer.

Ormai è abbondantemente più di un decennio che scrivo di questo argomento: usare sistemi illeciti e/o illegali per scaricare film o usare altre alternative legali?

L'occasione per tornare sull'argomento mi viene da un post di Gioxx che prende spunto dalla recensione del servizio di streaming Apple TV+ per fare una considerazione. Sono ormai così tanti i servizi legali di streaming che è divento assurdo abbonarsi a tutti per non perdersi i contenuti in esclusiva di ciascuno. Costerebbe troppo.

Io noto una sorta di altalena al riguardo. Prima di Netflix l'altalena pendeva dalla parte del download pirata via torrent, poi è arrivato Netflix e l'altalena è passata dal lato dello streaming legale. Ora sta iniziando nuovamente a spostarsi dal lato oscuro (non ho resistito: ho dovuto fare la citazione).

Così come l'avvento di Netflix ha fatto cambiare il lato dell'altalena mi aspetto che arriverà qualcosa che nuovamente spingerà l'altalena dal lato della legalità. Non so cosa sia ma so che arriverà perché il tempo è maturo e questo tipo di oscillazione è proprio il modo in cui funzionano le cose.

Uno storico e stabile motore di ricerca torrent che ancora non avevo segnalato è 1337x.to

Come molti altri ha svariati indirizzi alternativi in caso il principale non funzioni:

1337x.st (Attivo da Ott. 2017)

x1337x.ws (Attivo da Dic. 2017)

x1337x.eu (Attivo da Mar. 2018)

x1337x.se (Attivo da Mag. 2018)

1337x.is (Attivo da Gen. 2019)

1337x.gd (Attivo da Ott. 2019)

Interessante anche torrentfunk.com

e torrentdownloads.me , solidtorrents.net

Invece search.torrends.to è un meta motore di ricerca torrent quindi vi restituirà risultati che recupera da altri motori di ricerca torrent

Quando i soliti motori di ricerca non sono più accessibili esiste una seconda possibilità passando da rete TOR.

Per accedere alla rete TOR esistono diversi modi. Uno dei più rapidi e facili da usare, anche per chi non è particolarmente esperto, è il browser Brave che ha, oltre alla classica finestra anonima, anche una finestra anonima con TOR,

Quale che sia il sistema che usiate per collegarvi con TOR, una volta fatto, potete collegarvi a Torrentz2 a questo indirizzo onion e cercare quello che vi serve.

Anche lo storico motore di ricerca torrent ThePirateBay ha il suo indirizzo onion.

Nuovo indirizzo per il motore di ricerca torrent italiano Il Corsaro Nero

https://ilcorsaronero.link/

https://lagazzettadelcorsaro.com/

Il secondo link solitamente punta ad una pagina che contiene i link agli indirizzi alternativi nel caso il primo non funzionasse

Spesso è difficile trovare motori di ricerca torrent perché vengono chiusi per violazioni dei diritti d'autore quindi torna utile, quando se ne trova uno che funziona, segnalarlo.

Questo è un motore di ricerca torrent col quale si trovano ebook in italiano e anche altro

Corsaro.red

Magari tornerò ad aggiornare questo post per segnalarne altri o per aggiornare quelli che ho già segnalato.

La rete Torrent è decentralizzata dal punto di vista dei file da scaricare perché si basa sul principio del P2P: gli utenti scaricano e condividono tra pari.

Da questo punto di vista è praticamente impossibile bloccarla: bisognerebbe agire direttamente su tutti gli utenti che condividono e scaricano un file per bloccare la diffusione di quel file.

La ricerca invece non è così robusta perché è centralizzata. Il client Torrent Tribler invece ha la funzione di ricerca integrata all'interno ed è decentralizzata al pari del download e upload: in questa ottica si può dire che sia realmente e completamente decentralizzato e di conseguenza indistruttibile.

Ovviamente ci sono degli svantaggi (ricerca più lenta e meno file presenti) ma è un prezzo da pagare più che accettabile per una soluzione che non può essere chiusa o censurata con un colpo di click.

Questo client è in circolazione da più di un decennio ed è realizzato e mantenuto da una università olandese.

Il client ha una funzionalità base di anonimizzazione ma anche gli sviluppatori avvisano di non farci totale affidamento in quanto non ancora matura.

Che dire: buon lavoro!

Via TorrentFreak

Chris Hemsworth

Il film più piratato della settimana, secondo la classifica stilata da TorrentFreak, è Extraction (Tyler Rake nella traduzione italiana) ed è una produzione Netflix disponibile in streaming su questa piattaforma dal 24 aprile.

Trovo interessante notare alcuni punti.

La velocità con la quale un film appena uscito scala la classifica di "più piratato" su BitTorrent passando da nulla a primo.

Netflix ha tanti abbonati e, in questo periodo di lockdown, ne ha guadagnati ancora di più, ma ci sono comunque tante persone che non lo hanno e scaricano da BitTorrent una produzione Netflix che altrimenti non sarebbe visibile: magari qualcuno che lo scarica ha anche Netflix ma preferisce una forma di fruizione diversa (non pongo limiti alle preferenze della gente).

La qualità del film sembra buona, così come altre produzioni Netflix, e l'attore principale non è certo l'ultimo arrivato: Chris Hemsworth. Qualità così buona da venir, per così dire, certificata dalla prima posizione in classifica dei film più piratati della settimana.

Ormai le piattaforme legali di streaming sono diventate un punto di riferimento per il settore a tutto tondo, produzioni comprese.

LibreTorrent prima di essere cacciato da Google Play

Il client Torrent Open Source LibreTorrent è stato cacciato da Google Play.

Non è chiaro il vero motivo visto che si parla di Spam, di contenuti non originali ed, effettivamente, l'autore stesso aveva spesso segnalato copie di LibreTorrent identiche alla sua con in più aggiunta della pubblicità.

Non è bello che un progetto Open Source debba subire questo smacco.

Via TorrentFreak

Immagine via TorrentFreak

Il meta motore di ricerca Torrentz2 recentemente ha aggiunto come fonte Google dato che il più famoso motore di ricerca generalista indicizza gli hash di più di 80 milioni di torrent.

Che tramite Google si possano trovare torrent (anche con l'operatore filetype:torrent ) è cosa nota; come è noto che ultimamente sia diventato più difficile farlo in maniera semplice cercando direttamente la parola torrent. Quello che è più interessante è che indicizzi gli hash, che sono più efficaci come metodo di ricerca

Via TorrentFreak

Google rimuove parecchi link di materiale protetto da copyright a seguito di segnalazioni dei proprietari dei diritti. Aggiunge anche una nota nella quale spiega cosa e perché è stato rimosso: sfruttando questa nota c'è chi ha creato una extension per Firefox, Chrome e Opera che ripristina i risultati censurati.

Era già da tempo che mi ero accorto di questa strana situazione e ora c'è addirittura una extension che automaticamente ripristina la situazione precedente alla censura.

Via TorrentFreak

Una sentenza canadese impone, a chi va a caccia di pirati e per farlo ha bisogno della collaborazione degli ISP per recuperare il nome associato ad un indirizzo IP, di pagargli un compenso ragionevole.

Mi sembra ragionevole: se, come in questo caso, si vuole far causa a 55'000 "pirati" non si può pretendere che gli ISP lavorino gratis. Il pirati l'ho virgolettato perché dover definire in questo modo così tante persone deve quantomeno far venire il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato alla base.

Via Stefano Quintarelli e engadget

Una ricerca effettuata da sanvine, una società canadese di consulenze sulla banda larga, mette in possibile correlazione il recente aumento del traffico BitTorrent con l'aumento di player nel settore dello streaming online legale.

In particolare l'interessante ragionamento è che iniziano ad esserci diversi fornitori di serie tv e affini e ciascuno ha contenuti in esclusiva che risultano interessanti per il pubblico. In questo scenario l'utente medio è disposto a pagare per abbonarsi ad alcuni ma non a tutti e il resto lo scarica pirata via BitTorrent.

Scrivevo che io mi sono abbonato a Netflix e, per quello che serve a me, è sufficiente ma per altri potrebbe non bastare ma, nel contempo, la spesa totale potrebbe essere troppa.

Via TorrentFreak

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Dieci anni fa scrivevo di tariffe flat per scaricare legalmente e sembrava quasi un utopia.

Oggi non lo è più: complici i cambiamenti iniziati con la vendita legale di musica via mp3 con tariffe flat e, soprattutto, complice il miglioramento delle connessioni internet è adesso molto facile fruire di film, serie tv e tanto altro con una tariffa flat decisamente ragionevole.

Scrivevo, allora, che se ci fosse stata una tariffa flat dal costo ragionevole l'avrei utilizzata e difatti è andata così. Mi sono abbonato a Netflix.

Confermo quello che scrivevo anni fa: ci saranno sempre i download illeciti di film ma i tempi sono ormai maturi perché la maggior parte della fruizione di contenuti video passi per canali legali.

Pirata musicaleSegnalo una proposta interessante di Eugenio sulla gestione del diritto d'autore da parte di AGCOM.

Tra le conseguenze di questa proposta mi ha colpito la frase

le utilizzazioni diverse dalla pirateria e legittime troverebbero modo di essere giustificate e difese in contraddittorio

Fa piacere che ci sia chi propone soluzioni sensate per riformare un sistema che, come dico sempre, è terribilmente anacronistico.

(Via Quinta)

http://blog.quintarelli.it/blog/2012/05/diritto-dautoreagcom-quello-che-avrebbe-senso-fare.html

Pirata musicaleOrmai la musica si scarica gratis: è così e difficilmente si tornerà indietro.

Concordo pienamente con quello che scrive Andrea Beggi prendendo spunto da un retweet di Stefano: cambia il modo col quale gli artisti guadagnano.

E' quindi ora di smetterla di pensare a chi scarica musica senza pagarla come ad un pirata e perché ciò possa diventare realtà c'è bisogno di un cambiamento netto dell'attuale legislazione.

Music was my first love, and it will be the last

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Pirata musicaleIl profondo disgusto che provo per questa situazione mi impedisce di andare a verificare per bene riferimenti e cifre ma il punto è che a breve entrerà in vigore una nuova tassa SIAE.

In questa ottica ho trovato una bellissima proposta dall'aria provocatoria ma che, a ben vedere, è esattamente in linea con la filosofia malata dell'attuale gestione del diritto d'autore.

I dvd/cd vengono prestati e chi li riceve poi non compra più. La Siae dovrebbe mettere una tassa anche per il numero di amici. Più ne hai, più paghi. È giusto. Aiutatemi in questa campagna, affinchè la legalità sia garantita.

L'autore è Teodoro Paraspruzzi su FriendFeed.

Uno dei prodotti ad essere colpiti da questa nuova tassa saranno i dischi dei computer.

Oggi, in ufficio, si discuteva proprio su questo e un collega mi ha fatto notare quanti soldi in più costerà un unità di immagazzinamento dati professionale con un centinaio di dischi senza che su quei dischi ci finisca mai neppure l'ombra di mezzo film piratato ne di alcun mp3 illecitamente prelevato dai circuiti p2p.

Francamente io sono senza parole: voi avete qualcosa da dire al riguardo?