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La rete Torrent è decentralizzata dal punto di vista dei file da scaricare perché si basa sul principio del P2P: gli utenti scaricano e condividono tra pari.

Da questo punto di vista è praticamente impossibile bloccarla: bisognerebbe agire direttamente su tutti gli utenti che condividono e scaricano un file per bloccare la diffusione di quel file.

La ricerca invece non è così robusta perché è centralizzata. Il client Torrent Tribler invece ha la funzione di ricerca integrata all'interno ed è decentralizzata al pari del download e upload: in questa ottica si può dire che sia realmente e completamente decentralizzato e di conseguenza indistruttibile.

Ovviamente ci sono degli svantaggi (ricerca più lenta e meno file presenti) ma è un prezzo da pagare più che accettabile per una soluzione che non può essere chiusa o censurata con un colpo di click.

Questo client è in circolazione da più di un decennio ed è realizzato e mantenuto da una università olandese.

Il client ha una funzionalità base di anonimizzazione ma anche gli sviluppatori avvisano di non farci totale affidamento in quanto non ancora matura.

Che dire: buon lavoro!

Via TorrentFreak

Chris Hemsworth

Il film più piratato della settimana, secondo la classifica stilata da TorrentFreak, è Extraction (Tyler Rake nella traduzione italiana) ed è una produzione Netflix disponibile in streaming su questa piattaforma dal 24 aprile.

Trovo interessante notare alcuni punti.

La velocità con la quale un film appena uscito scala la classifica di "più piratato" su BitTorrent passando da nulla a primo.

Netflix ha tanti abbonati e, in questo periodo di lockdown, ne ha guadagnati ancora di più, ma ci sono comunque tante persone che non lo hanno e scaricano da BitTorrent una produzione Netflix che altrimenti non sarebbe visibile: magari qualcuno che lo scarica ha anche Netflix ma preferisce una forma di fruizione diversa (non pongo limiti alle preferenze della gente).

La qualità del film sembra buona, così come altre produzioni Netflix, e l'attore principale non è certo l'ultimo arrivato: Chris Hemsworth. Qualità così buona da venir, per così dire, certificata dalla prima posizione in classifica dei film più piratati della settimana.

Ormai le piattaforme legali di streaming sono diventate un punto di riferimento per il settore a tutto tondo, produzioni comprese.

Videocamera di sorveglianza via Pixabay

Sono in atto norme drastiche sugli spostamenti delle persone, praticamente in tutto il mondo, per contenere il contagio da Coronavirus COVID-19. A supporto di queste norme, che condivido, cresce la richiesta di sorveglianza straordinaria per farle meglio rispettare.

Anche su questo sono d'accordo perché la situazione è seria e bisogna adoperarsi per evitare che peggiori ulteriormente: la privacy può essere ridimensionata.

Come però fa notare il buon Bruce bisogna assicurarsi che queste restrizioni alla privacy vengano cancellate riportando tutto alla normalità una volta che la pandemia sarà finita. L'obbiettivo è, non solo di cancellare le eccezioni alle norme sulla privacy, ma di eliminare anche i dati raccolti in modo che non vengano usati successivamente per altri scopi sia da enti governativi che privati: a pandemia finita tutto dovrà essere cancellato.

Bruce Schneier non ci crede, io neppure: voi?

LibreTorrent prima di essere cacciato da Google Play

Il client Torrent Open Source LibreTorrent è stato cacciato da Google Play.

Non è chiaro il vero motivo visto che si parla di Spam, di contenuti non originali ed, effettivamente, l'autore stesso aveva spesso segnalato copie di LibreTorrent identiche alla sua con in più aggiunta della pubblicità.

Non è bello che un progetto Open Source debba subire questo smacco.

Via TorrentFreak

Corte di giustizia europea

La Polonia non accenna a fermarsi nella battaglia contro la direttiva copyright. Con un tweet della cancelleria del primo ministro polacco avvisa che porterà alla corte questa norma sproporzionata.

Tomorrow morning #Poland will bring a case before the #CJEU against the copyright directive, a disproportionate measure that fuels censorship and threatens freedom of expression. #Article13#Article17#ACTA2

Via Punto Informatico

Google rimuove parecchi link di materiale protetto da copyright a seguito di segnalazioni dei proprietari dei diritti. Aggiunge anche una nota nella quale spiega cosa e perché è stato rimosso: sfruttando questa nota c'è chi ha creato una extension per Firefox, Chrome e Opera che ripristina i risultati censurati.

Era già da tempo che mi ero accorto di questa strana situazione e ora c'è addirittura una extension che automaticamente ripristina la situazione precedente alla censura.

Via TorrentFreak

Se ti si guasta il nuovo Mackbook pro non puoi riparartelo da solo, non puoi farlo riparare da tuo "cuggino" e neppure da un tecnico più o meno esperto a meno che non sia autorizzato da Apple.

Se ci provi smette di funzionare: Stefano Quintarelli fa notare che in pratica lo compri ma non è del tutto tuo.

Comincia ad assomigliare a quello che succede con i brani musicali acquistati online: non li acquisti realmente nel senso che comunemente si dà al termine ma compri solamente un diritto (oltretutto spesso anche temporaneo) ad ascoltarli. Stesso discorso per gli ebook visto che può anche capitarti di veder sparire dal tuo device un ebook che pensavi di aver "acquistato" e non puoi neppure lamentarti perché è tutto regolare.

La direzione che stiamo prendendo è questa. Temo che sia inevitabile: forse, in alcuni casi, può anche andare bene ma io devo dire che la cosa non mi piace.

Picture credit moosticks

Una sentenza canadese impone, a chi va a caccia di pirati e per farlo ha bisogno della collaborazione degli ISP per recuperare il nome associato ad un indirizzo IP, di pagargli un compenso ragionevole.

Mi sembra ragionevole: se, come in questo caso, si vuole far causa a 55'000 "pirati" non si può pretendere che gli ISP lavorino gratis. Il pirati l'ho virgolettato perché dover definire in questo modo così tante persone deve quantomeno far venire il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato alla base.

Via Stefano Quintarelli e engadget

Una ricerca effettuata da sanvine, una società canadese di consulenze sulla banda larga, mette in possibile correlazione il recente aumento del traffico BitTorrent con l'aumento di player nel settore dello streaming online legale.

In particolare l'interessante ragionamento è che iniziano ad esserci diversi fornitori di serie tv e affini e ciascuno ha contenuti in esclusiva che risultano interessanti per il pubblico. In questo scenario l'utente medio è disposto a pagare per abbonarsi ad alcuni ma non a tutti e il resto lo scarica pirata via BitTorrent.

Scrivevo che io mi sono abbonato a Netflix e, per quello che serve a me, è sufficiente ma per altri potrebbe non bastare ma, nel contempo, la spesa totale potrebbe essere troppa.

Via TorrentFreak

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Dieci anni fa scrivevo di tariffe flat per scaricare legalmente e sembrava quasi un utopia.

Oggi non lo è più: complici i cambiamenti iniziati con la vendita legale di musica via mp3 con tariffe flat e, soprattutto, complice il miglioramento delle connessioni internet è adesso molto facile fruire di film, serie tv e tanto altro con una tariffa flat decisamente ragionevole.

Scrivevo, allora, che se ci fosse stata una tariffa flat dal costo ragionevole l'avrei utilizzata e difatti è andata così. Mi sono abbonato a Netflix.

Confermo quello che scrivevo anni fa: ci saranno sempre i download illeciti di film ma i tempi sono ormai maturi perché la maggior parte della fruizione di contenuti video passi per canali legali.

Pirata musicaleSegnalo una proposta interessante di Eugenio sulla gestione del diritto d'autore da parte di AGCOM.

Tra le conseguenze di questa proposta mi ha colpito la frase

le utilizzazioni diverse dalla pirateria e legittime troverebbero modo di essere giustificate e difese in contraddittorio

Fa piacere che ci sia chi propone soluzioni sensate per riformare un sistema che, come dico sempre, è terribilmente anacronistico.

(Via Quinta)

http://blog.quintarelli.it/blog/2012/05/diritto-dautoreagcom-quello-che-avrebbe-senso-fare.html

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Se vi è capitato, come a me, che dopo l'aggiornamento del pacchetto LibreOffice vi spariscono le icone e rimangono solo le scritte descrittive dei pulsanti, sappiate che io ho risolto installando il pacchetto libreoffice-style-galaxy che è quello che contiene lo stile dei simboli di default.

sudo apt-get install libreoffice-style-galaxy

Non ho idea del perché quel pacchetto prima non ci fosse e non mi spiego come facesse a funzionare ma mi è parso logico installarlo visto che nella descrizione lo cita come di default e non era installato.

Per chi non lo sapesse LibreOffice è una suite di produttività libera, open source e multi piattaforma (Windows, Linux e Mac) che legge, crea e modifica praticamente tutti i formati più usati di fogli di testo e di calcolo (perdonatemi il breve riassunto: so che è molto di più).

Pirata musicaleOrmai la musica si scarica gratis: è così e difficilmente si tornerà indietro.

Concordo pienamente con quello che scrive Andrea Beggi prendendo spunto da un retweet di Stefano: cambia il modo col quale gli artisti guadagnano.

E' quindi ora di smetterla di pensare a chi scarica musica senza pagarla come ad un pirata e perché ciò possa diventare realtà c'è bisogno di un cambiamento netto dell'attuale legislazione.

Music was my first love, and it will be the last

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wwwistat

L'ISTAT adotta le licenze Creative Commons per i contenuti del suo sito e io ne sono molto felice: un po' alla volta le licenze Creative Commons crescono andando a soppiantare le vecchie licenze classiche che sono ormai fuori dal tempo.

(Via Alfonso Fuggetta)

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Che il carrozzone SIAE sia pessimo è cosa nota tra chi non viaggia col paraocchi.

Ora vedo, grazie ad una segnalazione del Quinta, che la cosa è stata pesantemente messa nero su bianco da alcune importanti associazioni.

nei comunicati usciti nell’ultimo mese non abbiamo riscontrato alcuna proposta concreta né una seria volontà di cambiamento, piuttosto dobbiamo registrare delle farneticanti affermazioni sugli editori ricchi e sulle multinazionali che vorrebbero distruggere la SIAE e la cultura Italiana

Quanto tempo deve ancora passare prima che qualcuno decida di smantellare o almeno di rivoluzionare fin dalle fondamenta la SIAE?

La SIAE continua imperterrita a fare il suo mestiere e non si può dire nulla al riguardo.

Ovvio che si può protestare, scandalizzarsi e tutto quello che volete ma la SIAE è un istituzione di un altra epoca e si comporta coerentemente con le sue origini. Peccato che ormai il mondo sia drasticamente cambiato e la tutela dei diritti degli autori debba avvenire con altre modalità.

Questa volta la SIAE ha deciso un giro di vite sulle web radio personali che prima godevano di un trattamento privilegiato e ora non più.

Sono fermamente convinto che un carrozzone paleolitico (e mi trattengo con le definizioni per amore della decenza) come la SIAE non sia riformabile. Non si può stravolgere fino a cambiare le basi di una struttura così fossilizzata nel passato.

Esistono tante altre soluzioni che usano DRM (ovviamente interoperabile) per tracciare l'uso di un opera online e molti modelli di gestione del copyright ma richiedono un cambio di mentalità e una modifica sostanziale di tutto quanto il mondo economico che gravita (succhia il sangue?) attorno agli autori.

Iniziare questa rivoluzione comincia a diventare indispensabile.

(via Dario Salvelli / Radiopassioni)

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Pirata musicaleIl profondo disgusto che provo per questa situazione mi impedisce di andare a verificare per bene riferimenti e cifre ma il punto è che a breve entrerà in vigore una nuova tassa SIAE.

In questa ottica ho trovato una bellissima proposta dall'aria provocatoria ma che, a ben vedere, è esattamente in linea con la filosofia malata dell'attuale gestione del diritto d'autore.

I dvd/cd vengono prestati e chi li riceve poi non compra più. La Siae dovrebbe mettere una tassa anche per il numero di amici. Più ne hai, più paghi. È giusto. Aiutatemi in questa campagna, affinchè la legalità sia garantita.

L'autore è Teodoro Paraspruzzi su FriendFeed.

Uno dei prodotti ad essere colpiti da questa nuova tassa saranno i dischi dei computer.

Oggi, in ufficio, si discuteva proprio su questo e un collega mi ha fatto notare quanti soldi in più costerà un unità di immagazzinamento dati professionale con un centinaio di dischi senza che su quei dischi ci finisca mai neppure l'ombra di mezzo film piratato ne di alcun mp3 illecitamente prelevato dai circuiti p2p.

Francamente io sono senza parole: voi avete qualcosa da dire al riguardo?

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Avrei voluto spiegarvi bene che se Mininova non trova più nulla potreste provare con IsoHunt fino a quando non faranno chiudere anche quello ma ve lo accenno solamente.

Avrei voluto scrivere dell'ultimo rantolo della SIAE, ultimo in ordine di tempo e spero anche ultimo in assoluto ma vi segnalo solo che sono riusciti a farsi dare altri soldi prelevandoli con una tassa.

Già ci tassavano i suppurti CD e DVD vuoti, ora pure una marea di altri oggetti elettronici dove potremmo metterci su musica o film.

Già prima avevo risolto acquistando CD e DVD da Nierle, ora acquisterò all'estero anche il resto: viva l'italia (con la i minuscola).

Pirata musicaleVi domandate mai il perché molta gente che vorrebbe acquistare un contenuto digitale poi finisce per scaricarlo dai circuiti P2P commettendo un illecito o, più spesso, addirittura un reato?

In maniera molto semplice, con un esempio, Federico Fasce, ce lo mostra aprendo un interessante discussione su FriendFeed.

Se uno vuole comprare un ebook, ma il discorso è identico per un film oppure per della musica in formato mp3, e scopre che sarebbe pesantemente limitato nel tipo e modo di fruizione del contenuto che acquista il risultato è che decide di scaricarlo, gratis ovviamente, da Torrent o altri sistemi P2P.

La copia scaricata illegalmente / commettendo un reato è priva di lucchetti, vincoli e altre diavolerie che impediscono di fruire appieno dell'opera.

Vi invito a seguire la discussione su FriendFeed per rendervi conto dei punti di vista e della complessità di questo argomento.