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La SIAE chiede il pizzo

ottobre 16, 2008 • Alberto

Support CC - 2007
Quando ho letto quello che il mante aveva segnalato quasi non ci credevo.

Sono quindi andato sul blog di Sandrone Dazieri dove mi sono letto attentamente tutto. Ho addirittura chiesto conferma direttamente in un commento.

Vi spiego in parole povere di cosa si tratta, anzi: vi faccio un caso generico che descrive perfettamente il caso in questione in modo che possiate immedesimarvi leggendoci qualcosa che potrebbe anche capitare a voi.

Tu produci un opera d’ingegno e decidi che la vuoi rilasciare usando una licenza Creative Commons e che non vuoi “proteggerla” con un sistema tradizionale ed anacronistico come l’iscrizione alla SIAE.

Questo è perfettamente lecito e il risultato è che tutti possono fruire e rielaborare l’opera a patto che rispettino la licenza CC che hai scelto.

Qualcuno decide appunto di rielabore la tua opera e tu, con grande felicità, partecipi alla diffusione di questa rielaborazione.

Adesso viene il bello: arriva la SIAE che, fregandosene del fatto che la tua opera non è registrata alla SIAE, pretende di tutelarti e lo fa (nonostante la tua spiegazione che è tutto a posto così e che loro non c’entrano nulla) con una bella multa.

Per me la definizione che Sandrone Dazieri ha dato del fatto in questione, cioè che la SIAE ha chiesto il pizzo, è perfettamente azzeccata: voi cosa ne pensate?

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Il futuro della musica è in internet?

ottobre 11, 2007 • Alberto

Tempo fa avevo scritto qualcosa al riguardo di problematiche causate dalla lotta assurda tra major e utenti.

Nei commenti si era sviluppato un interessante scambio di opinioni tra me e Ispirato.

Oggi leggo quello che scrive Carlo Beccaria e sono contento di vedere le interessanti proposte che lancia alle major.

  • tirate fuori i bootlegs, i vostri archivi, tutto! la gente che ama un gruppo vuole ascoltare tutto di quel gruppo. anche il peggior bootlegs puo’ essere interessante per il collezionista/appassionato. che sia bello o brutto lo decidera’ l’ ascoltatore. lasciare materiale nei cassetti non premia nessuno. anche i bootlegs “abusivi” di terzi (criminalizzati dalle case discografiche), non danneggiano l’ autore. corollario: giu’ le mani da youtube.
  • provate nuovi modelli e licenze, dal donationware (alla RH) alla creative commons . Sono un po’ dubbioso sulla donationware (anche se sono sicuro che nel caso singolo funzionera’ benissimo con i RH), in quanto nel campo software non ha mai reso molto, ma magari nel campo artistico potrebbe funzionare.
  • gadget! concerti! vinile! i soldi prendeteli con prodotti di qualita’. io compro volentieri un vinile di un album, e come me credo tanta gente. Cosi’ come sono disposto a pagare bene chi suona in un teatro. Ma di CD a 40 euro a scatola chiusa io non ne compro piu’. Fatemelo ascoltare, e se mi piace lo compro eccome.
  • aboliamo enti inutili come la SIAE, che non tutelano nessuno.
  • care case discografiche, fate un giro su jamendo , e scoprirete che ci sono migliaia di persone che sanno suonare, cantare e comporre ottima musica. al mondo saranno milioni, perche’ lanciare e pompare solo l’ ultima hit dell’ ultimo vostro gruppo?
  • Se non vi inventate qualcosa che puo’ andare bene a voi e a noi, be, sappiate che siete circondati: la distribuzione non e’ piu’ un problema. (corollario: giu’ le mani dalle rete e net neutrality)

Temo che siano parecchio sorde da quell'orecchio ma sono convinto che la via da seguire sia quella.

Se si adegueranno bene, altrimenti peggio per tutti. Peggio per loro che vedranno inesorabilmente calare le vendite e sprecheranno fior di soldi in cause contro tutto e tutti e peggio per noi che dovremo subire i capricci di questi dinosauri che preferiscono estinguersi piuttosto che evolvere!

Coesisistenza pacifica tra Creative Commons e licenze restrittive

agosto 29, 2007 • Alberto

Bruma StemraFino ad oggi la coesistenza tra la classica difesa dei diritti d'autore portata avanti dalla SIAE e dalle omologhe degli altri paesi con le licenze Creative Commons è stata difficile.

Se un artista vuole far proteggere i suoi brani musicali nel modo classico poi non può anche rilasciarli gratuitamente con licenza Creative Commons perché viene considerato come un furto!

L'omologa della SIAE in Olanda, la Bruma Stemra, ha iniziato a cambiare questa situazione: da loro è possibile far coesistere le due licenze permettendo quindi all'artista che lo desidera di distribuire direttamente e gratuitamente con licenza CC (ma solo con clausola Non Commerciale) una sua opera e continuare a farla proteggere per tutti gli usi commerciali dalla Bruma Stemra!

Questo permette maggior flessibilità e da quindi la possibilità di farsi conoscere massicciamente in internet e di provare quindi a ricavare degli utili dall'indotto di questa notorietà acquisita. Questo non rinunciando alla tutela della SIAE di turno per quanto riguarda gli usi commerciali.

Mi sembra un ottima soluzione di compromesso: dovrebbe mettere d'accordo sia i carrozzoni tipo SIAE (si capisce per chi parteggio eh?) che gli autori e anche i fruitori.

O no? 

(Via Punto Informatico)

P.S. breve OT. Questo post l'ho scritto come sempre con Firefox ma, questa volta, sotto UBUNTU  grazie a questa segnalazione.

La Polizia di Stato è Creative Commons

luglio 30, 2007 • Alberto

Polizia di StatoCercavo informazioni sul passaporto e sono andato a visitare il sito della Polizia di Stato.

Lo sapevate che è pubblicato sotto una licenza Creative Commons?

Era la prima volta che andavo sul sito della Polizia e quindi non me n'ero accorto: la cosa mi ha lasciato favorevolmente impressionato. Ho fatto poi un breve giro in altri siti istituzionali e sono tornato alla "normalità".

Quali altri siti statali conoscete che pubblicano con una licenza CC?

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Maglietta Creative Commons

giugno 8, 2007 • Alberto

MagliettaCC Ho ricevuto oggi la maglietta Creative Commons che avevo ordinato!

Vuoi che sono appassionato di magliette, vuoi che considero importante dare un contributo affinché questo tipo di licenze prosperi, il fatto è che sono contento di averla acquistata!

E' nera con la scritta CC bianca davanti e non me la prendo più di quel tanto se le scritte Creative Commons invece che essere dietro al centro in alto come dovrebbero sono finite sotto l'ascella sinistra. 🙂

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Second Life è la fantasia che la TV non è più?

maggio 16, 2007 • Alberto

Gentile Nicoletti,

nel suo Melog di oggi mi ha colpito la sua idea al riguardo di Second Life. La TV non è più in grado di accendere la nostra fantasia e la nostra immaginazione allora alcuni si spostano da essa verso Second Life che invece ci permette di farlo (ho capito bene il concetto?).

SecondLife.jpgNon guardando più la TV da anni evidentemente ho già trasferito altrove la mia ricerca di evasione: sono impegnato del mondo del P2P, scrivo in questo mio blog e in un mio tumbleblog e anche altrove, mi interesso (appassionandomi) di temi legati all'informatica come le licenze Creative Commons e la connettività internet.

Mi assaliva un dubbio: con tutti questi miei interessi nel settore informatico com'è che non sono mai neppure entrato in Second Life? Forse è proprio per questo! La mia sete di mondi fantastici, di visibilità e quant'altro è già appagata grazie ad altri canali.

Mi rassicuri: vero che non sono un alieno fuori dal tempo se non entro in Second Life?

(disegno di Cosmic Kitty via Flickr)

Che licenza usare per pubblicare?

maggio 15, 2007 • Alberto

Punto_di_domanda.jpgIo sono un fautore delle licenze Creative Commons ma non sono un fondamentalista: non ritengo quindi che siano per forza l'unica via da seguire e neppure che siano adatte a tutti.

Mi ha dato modo di riflettere proprio su questo un articolo di Dario Denni che parla di citazioni. Ho commentato e mi ha risposto (leggetevi l'articolo che è interessante) ma mi resta un dubbio.

Dario ha una scritta "Copyright © 2006 Dario Denni". Quella scritta non vuol dire "tutti i diritti riservati"?Se mi piacesse una sua frase e volessi citarla, ad esempio, nel mio mini blog su tumblr? Il suo articolo tratta proprio di questo.

Nel mio blog principale il problema non si pone perché solitamente non riporto frasi di altri ma prendo solamente spunto da queste per scrivere un mio commento come ho fatto ora. Cito la fonte che mi ha fatto scattare la voglia di scrivere la mia.Nel mio tumblelog, invece, faccio quasi sempre il contrario e lo faccio con uno scopo diverso: appunti per miei articoli e segnalazioni che sarebbero OT rispetto a quello di cui tratto qui.La sua visione della citazione quindi si adatta di più a quello che scrivo qui piuttosto che nel mio tumblelog?

Poi, magari, ho solo preso un abbaglio io e "Copyright © 2006 Dario Denni" non vuol dire "tutti i diritti riservati" ma il punto resta: chi, come, dove e quanto citare?

(Ritocco di una foto di the bbp via Flickr)

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Copyright per diffondere la cultura: Creative Commons

aprile 29, 2007 • Alberto

creativecommons_logo.pngLo scopo della difesa dei diritti degli autori dovrebbe essere duplice: salvaguardare il ritorno economico a favore dell'artista e favorire la diffusione dell'opera per accrescere la cultura di tutti.

Sono belle parole, a prima vista utopiche ma ho un esempio interessante che mostra proprio il risultato delle licenze Creative Commons.

Tempo fa ho scritto un articolo e mi serviva una foto: ho pensato di cercarne una che abbinata al testo creasse un effetto ironico visto che il tenore dell'articolo era proprio quello.

Ho trovato una foto adatta allo scopo e l'ho usata.

Con una difesa dei diritti d'autore del tipo "Tutti i diritti riservati" non avrei potuto usare quella foto invece la licenza applicata è una Creative Commons che mi impone di citare la fonte e di non modificare l'opera.

Se seguite il link che vi ho segnalato sopra vedrete che l'autore è stato contento di vedere che la sua foto mi è tornata utile!

Se invece che un blog fossi un sito commerciale usare una foto protetta da licenza CC non commerciale mi avrebbe comportato una spesa tanto quanto se fosse stata protetta da una licenza "tutti i diritti riservati": il risultato è che le licenze CC sono ottime per favorire la diffusione delle opere e non tolgono nulla all'autore, anzi, permettono di scegliere i tipi di limiti d'uso che si vogliono imporre!

Io spingo affinché le licenze CC crescano e si diffondano!

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Copyright: diritti e scopo

marzo 30, 2007 • Alberto

La lotta sui diritti d'autore è dura e difficile.
Anche io come Tommaso spiega in questo suo interessante articolo credo che le licenze Creative Commons siano nettamente migliori in quanto vanno di più verso il reale scopo che la difesa dei diritti dell'autore dovrebbe avere: favorire la diffusione dell'opera.

Se seguite bene il suo ragionamento vi accorgerete che la flessibilità delle licenze CC è così elevata che pone limiti solamente a chi cerca di fare un uso scorretto dell'opera protetta.

La licenza "classica" invece blinda tutti i diritti e quindi rende la vita impossibile a chi vorrebbe utilizzare quell'opera in modi che io (e molti altri come me) ritengo lecita e anche utile per l'autore.

Non mi stupisco quindi se in molti violino le licenze classiche ma mi fa infuriare vedere qualcuno che lo fa con un opera protetta da licenza CC. Sarebbe come se tu lasciassi la porta aperta e dicessi "entra e serviti pure dal mio frigorifero ma quando esci ringraziami" e uno entrasse e mi rubasse il divano!

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