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Il futuro della musica è in internet?

Tempo fa avevo scritto qualcosa al riguardo di problematiche causate dalla lotta assurda tra major e utenti.

Nei commenti si era sviluppato un interessante scambio di opinioni tra me e Ispirato.

Oggi leggo quello che scrive Carlo Beccaria e sono contento di vedere le interessanti proposte che lancia alle major.

  • tirate fuori i bootlegs, i vostri archivi, tutto! la gente che ama un gruppo vuole ascoltare tutto di quel gruppo. anche il peggior bootlegs puo’ essere interessante per il collezionista/appassionato. che sia bello o brutto lo decidera’ l’ ascoltatore. lasciare materiale nei cassetti non premia nessuno. anche i bootlegs “abusivi” di terzi (criminalizzati dalle case discografiche), non danneggiano l’ autore. corollario: giu’ le mani da youtube.
  • provate nuovi modelli e licenze, dal donationware (alla RH) alla creative commons . Sono un po’ dubbioso sulla donationware (anche se sono sicuro che nel caso singolo funzionera’ benissimo con i RH), in quanto nel campo software non ha mai reso molto, ma magari nel campo artistico potrebbe funzionare.
  • gadget! concerti! vinile! i soldi prendeteli con prodotti di qualita’. io compro volentieri un vinile di un album, e come me credo tanta gente. Cosi’ come sono disposto a pagare bene chi suona in un teatro. Ma di CD a 40 euro a scatola chiusa io non ne compro piu’. Fatemelo ascoltare, e se mi piace lo compro eccome.
  • aboliamo enti inutili come la SIAE, che non tutelano nessuno.
  • care case discografiche, fate un giro su jamendo , e scoprirete che ci sono migliaia di persone che sanno suonare, cantare e comporre ottima musica. al mondo saranno milioni, perche’ lanciare e pompare solo l’ ultima hit dell’ ultimo vostro gruppo?
  • Se non vi inventate qualcosa che puo’ andare bene a voi e a noi, be, sappiate che siete circondati: la distribuzione non e’ piu’ un problema. (corollario: giu’ le mani dalle rete e net neutrality)

Temo che siano parecchio sorde da quell'orecchio ma sono convinto che la via da seguire sia quella.

Se si adegueranno bene, altrimenti peggio per tutti. Peggio per loro che vedranno inesorabilmente calare le vendite e sprecheranno fior di soldi in cause contro tutto e tutti e peggio per noi che dovremo subire i capricci di questi dinosauri che preferiscono estinguersi piuttosto che evolvere!

4 pensieri su “Il futuro della musica è in internet?

  1. aghost

    la case discografiche come sono strutturate oggi non hanno piu senso.

    La distribuzione tradizionale non serve più, la rete è 100 volte piu comoda e versatile. Le case discografiche combattono una tipica battaglia di retroguardia, persa in partenza. Dovrebbero concentrarsi piuttosto sulla distribuzione via internet e sulla promozione, e soprattutt andare a caccia di talenti (e ce ne sono a bizzeffe).

  2. Alberto

    @aghost: siamo in sintonia.
    Facciano quello che voglio ma se non sbrigano a fare qualcosa le major sono destinate a finir male!

  3. Val3riO

    concordo pienamente, la via da seguire è questa!
    Oltretutto la musica dovrebbe essere un dirittto, non solo una fonte di guadagno! 😀

  4. Alberto

    Vero Val3riO: la musica non deve essere SOLO una fonte di guadagno.
    Deve essere ANCHE una fonte di guadagno e principalmente chi ci guadagna deve essere l'autore e non gli intermediari.
    Poi deve anche essere cultura e intrattenimento e come tale deve essere facilmente accessibile.

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