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Support CC - 2007


Quando ho letto quello che il mante aveva segnalato quasi non ci credevo.

Sono quindi andato sul blog di Sandrone Dazieri dove mi sono letto attentamente tutto. Ho addirittura chiesto conferma direttamente in un commento.

Vi spiego in parole povere di cosa si tratta, anzi: vi faccio un caso generico che descrive perfettamente il caso in questione in modo che possiate immedesimarvi leggendoci qualcosa che potrebbe anche capitare a voi.

Tu produci un opera d'ingegno e decidi che la vuoi rilasciare usando una licenza Creative Commons e che non vuoi "proteggerla" con un sistema tradizionale ed anacronistico come l'iscrizione alla SIAE.

Questo è perfettamente lecito e il risultato è che tutti possono fruire e rielaborare l'opera a patto che rispettino la licenza CC che hai scelto.

Qualcuno decide appunto di rielabore la tua opera e tu, con grande felicità, partecipi alla diffusione di questa rielaborazione.

Adesso viene il bello: arriva la SIAE che, fregandosene del fatto che la tua opera non è registrata alla SIAE, pretende di tutelarti e lo fa (nonostante la tua spiegazione che è tutto a posto così e che loro non c'entrano nulla) con una bella multa.

Per me la definizione che Sandrone Dazieri ha dato del fatto in questione, cioè che la SIAE ha chiesto il pizzo, è perfettamente azzeccata: voi cosa ne pensate?

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Oggi Punto Informatico è particolarmente ricco di spunti.

In questo articolo Alfonso Maruccia evidenzia i risultati di un indagine che ha dimostrato come, negli Stati Uniti, il giro d'affari che vive grazie al Fair Use (eccezione alla legge sul copyright) è ben superiore a quello generato dal copyright.

Link dove comprare la carta igenica RIAAL'articolo è da leggere tutto: ve lo consiglio.

Io è da un po' che insisto su questi temi e sono certo che prima o poi una soluzione equa per tutti si troverà.

O no?

(foto ironica via iPod Journal