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Effettuando alcuni test di generazione di script demandati ad un chat bot di intelligenza artificiale (gpt-6-luna) ho notato che è sì in grado di produrre anche da zero uno script ma se non sai cosa stai facendo corri il serio rischio di ottenere un pessimo codice.

Un primo caso è stato quello di uno script shell che richiedesse delle informazioni relative ad un dominio registrato su dynadot e l'IA ha scritto un codice funzionante ma parecchio complesso. Non riuscivo a capire come mai avesse deciso di fare richieste tramite API facendosi passare un formato xml invece che un json e, dopo avergli fatto rifare il tutto con json e jq, mi è venuta l'idea di chiederlo all'IA stessa e la disarmante risposta è stata:

Ho seguito il primo esempio con api3.xml e xmllint, senza verificare prima se Dynadot offrisse anche una risposta JSON adatta al parsing. È stata una scelta poco pratica: jq è più comodo per questo script, come abbiamo poi visto. Avrei dovuto controllare il formato JSON fin dall’inizio.

Il secondo caso riguarda uno script python che gestisce un foglio di calcolo ODS: anche in questo caso lo script funzionava ma era estremamente lento. Così ho realizzato che operava sul file con UNO riga per riga invece che caricare usando grandi blocchi di righe: questa volta ho evitato di farmi dare dall'IA la sua scusa ufficiale per quella scelta e mi sono limitato a fargli rifare il tutto usando una logica a blocchi invece che a righe e sono passato da un tempo di esecuzione di alcuni minuti a pochi secondi.

La morale è: se vuoi farti scrive del codice dall'IA devi avere la capacità di analizzare quel codice (e quindi devi saper programmare) altrimenti rischi farti produrre una schifezza, funzionante ma pur sempre una porcata.

L'immagine in testa, giusto per rimanere in tema, è stata generata con l'IA