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Joost non va d’accordo con PeerGuardian

Joost è notoriamente basato su una piattaforma P2P ma, diversamente da un P2P classico, gli utenti non possono scegliere cosa condividere. Si sceglie solo cosa scaricare (il canale che si vuole vedere in quel momento)

Autonomamente il client decide di mettere in condivisione spezzoni di programmi che hai già visto e che quindi il client ha precedentemente scaricato.

Perché vi tedio con tutto ciò?

Per il motivo che vi ho detto è impossibile che circoli materiale che viola i diritti d'autore e quindi penso che sia inutile che qualcuno si prenda la briga di andare a caccia di "pirati" in Joost.
Peerguardian.gif

Quello che ho verificato è che da qualche giorno PeerGuardian, ottimo software che salvaguardia dagli spioni,  blocca Joost!

L'unico motivo che mi viene in mente è che qualcuno che lavora in aziende specializzate nella caccia al "pirata" o anche solo interessate alla protezione dei diritti d'autore stia usando Joost e quindi PeerGuardian rileva che qualcuno di poco "sicuro" è una fonte o uno che cerca di scaricare da noi e blocca tutto.

In realtà, guardando bene mi sono reso conto che viene bloccata la comunicazione con i server europei di Joost!

Che confusione! Un ottimo software come PeerGuardian blocca chi non dovrebbe: non sarebbe il caso di smetterla con questa guerra inutile e mettersi d'accordo su un modo nuovo di proteggere i diritti degli autori senza stressare i poveri utenti che, spesso, vorrebbero solo pagare il giusto per poter fruire di un opera?

6 pensieri su “Joost non va d’accordo con PeerGuardian

  1. Ispirato

    I "poveri" utenti, se non scaricassero materiale illegale, non avrebbero bisogno di software come peerguardian per difendersi dalle major spione. Sono d'accordo sul punto che spesso si vorrebbe solo pagare il giusto.

  2. Alberto

    Ispirato: se parcheggi l'automobile fuori dalla strisce commetti un illecito amministrativo tanto quanto se scarichi materiale protetto.
    Con questo non giustifico ne chi parcheggia male ne chi scarica quello che non dovrebbe.
    In quanti parcheggiano male nelle zone dove è difficile trovare parcheggio? Molti. Tanti quanti scaricano materiale protetto.
    Io credo ci vogliano nuove e serie politiche di mobilità , di accesso alle città e di parcheggi fuori città .
    Allo stesso modo credo che ci voglia una seria revisione di tutto l'impianto delle norme sul diritto d'autore.
    Senza queste revisioni radicali io continuerà comprendere (ma non approvare) chi parcheggia male come chi scarica materiale protetto.

  3. Ispirato

    Mi dispiace ma il paragone non regge proprio, in quanto qui si parla di possedere qualcosa o di non possederla, quindi non c'è nulla da compatire o comprendere. Se ti puoi permettere l'acquisto di tutta la musica o i film che ti piacciono bene, altrimenti fai una cernita e ne scegli pochi ma buoni e per gli altri attendi che passino in radio e in tv o in payperview. Per non parlare dello "spaccio di software", non so fino a che punto saresti contento se uno dei tuoi lavori, sudato e che potrebbe fruttarti molto, finisse indebitamente scambiato sulle reti p2p provocandoti seri danni economici, soprattutto se rappresenta il prodotto di punta della tua piccola casa software. (caso che mi riguarda da vicino)

  4. Alberto

    Un software, uno scritto, un file audio o video sono abbastanza difficili da classificare: anche Stefano Quintarelli ha scritto che sono sempre più beni immateriali, servizi.
    In quanto tali bisogna studiare nuovi metodi per proteggerli.
    Io, rispetto a te, sono più¹ fortunato perché i pochi software che ho prodotto li ho rilasciati completamente free e quello che scrivo sul web lo "proteggo" con una licenza CC BY NC.
    Sono consapevole che chi vuole vivere con opere di ingegno che produce deve essere tutelato e quello che dico è che bisogna rivedere alla radice il sistema attuale per renderlo contemporaneamente efficace nella protezione e non castrante per l'utilizzatore (compreso fair use e simili).
    Ti ringrazio molto per i tuoi commenti: sono esattamente quello che cerco. Un dibattito serio con tutti gli attori che serva per stimolare la nascita di nuove soluzioni 🙂

  5. Pingback: PeerGuardian non solo per il P2P

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