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ADSL senza filtri: la scelta migliore da fare

dicembre 17, 2007 • Alberto

No deep packet inspectionSe state scegliendo una connessione ad internet (ADSL o altro non importa) uno dei parametri che dovete guardare è se l'ISP rispetta il principio di neutralità della rete (Net Neutrality) oppure no.

Chi mi segue e, chi segue anche Stefano Quintarelli, sa bene quanto riteniamo importante che il trasporto dei dati venga effettuato in maniera neutrale senza discriminare dei dati in favore di altri.

In quest'ottica il Quinta ha predisposto un semplice banner che gli ISP possono esporre nel loro sito per testimoniare che non effettuano deep packet inspection: non vanno a ficcare il naso dentro i dati che movimentano per conto nostro. Il banner lo vedete in cima a questo mio post e cliccandoci sopra finite sulla pagina che spiega esattamente cosa significa. Esponendolo gli ISP dichiarano di aderire a quei principi.

La scelta di fare le cose per bene ha un costo.

Per i clienti, avere il proprio ISP che rispetti queste norme, è un vantaggio.

Sarete certi di non subire discriminazioni nell'uso delle applicazioni, ad esempio di applicazioni P2P . P2P non vuol solo dire movimentazione di file in violazione dei diritti d'autore: Joost è P2P, Skype è P2P e tanto altro. Se volete vedere la TV via internet e il vostro IPS discrimina i dati potreste accorgervi che l'unica TV che potete vedere è quella (pessima) che vi fornisce (a pagamento) il vostro ISP, visto che le altre ve le potrebbe rallentare fino a rendere inutilizzabili!

Quando dovete scegliere che ADSL acquistare tenete presente quindi anche questo importante parametro!

Quando ho scelto la mia ADSL questo argomento non era ancora alla ribalta ma di recente, il mio ISP (Messagenet), ha aderito all'iniziativa del Quinta. Ovviamente io mi ero premunito di verificare almeno informalmente via email che non filtrassero nulla e vederlo ora scritto ufficialmente sul loro sito mi fa molto piacere! 

7 opinions on “ADSL senza filtri: la scelta migliore da fare

  1. @Stefano: quello che fa NGI sulle F5 è sub ottimale ed è causato indirettamente da Telecom Italia. Se ci fosse una vera offerta all’ingrosso Bitstream con costi basati sui cost reali maggiorati del ricavo (cost plus)invece che una basata sulla sottrazione di una cifra al costo al pubblico (retail minus) i costi per costruirsi una infrastruttura sovradimensionata in grado di reggere il peso di tutto il traffico sarebbero umani. Ora non lo sono.
    L’alternativa è fare finta di nulla e impegnari a garantire solo la banda minima garantita fregandosene se poi, in alcuni momenti, tutti vanno lentissimi, oppure fare come fa NGI.
    Il dichiararlo è un vantaggio: sai cosa compri. Molti altri ISP lo fanno ma non lo dichiarano.
    Oltretutto, per quello che so io, i filtri si attivano quasi esclusivamente in un VP di Milano che è in attesa da secoli di upgrade (Telecom è in ritardo, non è NGI ad aver tardato a chiedere l’upgrade).

    Il fatto poi di avere un sistema di controllo permette di offrire un prodotto particolare come la F5 MINI: pesanti limiti al P2P ma costo basso.

    A riprova della buona fede di NGI basta guadare EOLO: niente filtri nonostante il costo per applicarli sarebbe praticamente zero (hanno già tutta l’apparecchiatura). Questo perché EOLO è interamente su infrastruttura proprietaria quindi pompano banda tanta quanta ne serve per dare sempre a tutti la massima velocità.

    P.S. te l’ho mai detto che sei un rompi @@ 😉

  2. Ho letto dal blog del Quinta l’elenco degli ISP che espongono il logo DPI tra cui NGI.

    E’ vero, dicono di non effettuare alcun controllo e/o discriminazione di traffico dei loro utenti, dicono di non bloccare alcuna porta (come fa Libero ad esempio, bloccando alcune porte utilizzate da programmi P2P) MA dicono anche:

    “NGI relativamente al traffico effettuato dai Clienti che hanno attivo il servizio F5 ADSL sta applicando una policy per un utilizzo ottimale della banda allo scopo di migliorare la qualità media del servizio a vantaggio di tutti i Clienti.

    Questo comporta una politica che privilegia il traffico “sensibile alla latenza/burst” (navigazione, posta, VoIP, telnet/ssh, tunnel) rispetto a quello generato da software di file sharing.”

    Insomma come dire, non guardiamo quello che fai, non ti blocchiamo le porte ma ti limitiamo a prescindere se fai cose che utilizzano troppa banda… non mi sembra molto coerente 😀

  3. @massimo: invece che uno generico sciopero basterebbe evitare i provider che filtrano e prediligere chi ha una chiara politica anti DPI!

  4. Sinceramente non saprei farne piu a meno del wifi;vivo insieme ad altre 3 persone e senza il wife in casa sarebbe un bel casino con i cavi tra i piedi
    spreiamo che faccia meno male di una sigaretta :-))

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