mer, 31 ago 2011

L’ISTAT adotta le licenze Creative Commons per i contenuti del suo sito e io ne sono molto felice: un po’ alla volta le licenze Creative Commons crescono andando a soppiantare le vecchie licenze classiche che sono ormai fuori dal tempo.
(Via Alfonso Fuggetta)
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2 Commenti a “L’ISTAT è Creative Commons”
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30 settembre 2011 alle 15:21
Già… strano che anche l’Istat abbia avuto un’idea intelligente per rimanere al passo con i tempi. Segno che qualcosa si stia muovendo anche all’interno di questi apparati macchinosi dello stato?
Stefab
22 gennaio 2012 alle 01:22
il primo passo per stare a passo con i tempi ottima scelta