gennaio 2007


Le potenzialità di una connessione internet a banda larga sono vaste: tempo fa c’erano le e-mail e la navigazione sul web ma ora sono possibili tante altre applicazioni.

Il risultato di tutto questo è che ci troviamo di fronte ad un vincolo: la banda disponibile è limitata ed è anche sbilanciata. Le ADSL sono asimmetriche e questa configurazione funziona bene per un uso normale, anzi per un uso “vecchio”.

Molte delle nuove applicazioni sono simmetriche (o quasi). La telefonia via internet (VoIP), la NetTV che usi come trasporto il P2P, altre forme di visione differita di video (sempre basati su uno scambio P2P) e il P2P in genere sono affamate di banda di upload. Una semplice fruizione del web invece trasmette poco e, alle volte, richiede molta disponibilità di banda in download per poter scaricare contenuti interessanti che si trovano in giro.

Passare ad utilizzare connessioni simmetriche per il grande pubblico non è la soluzione. Per molti l’utilizzo della connessione internet resterà prettamente asimmetrico quindi proporre una linea 2Mbit/2Mbit (download/upload) rispetto ad una 4Mbit/256Kbit farebbe felice me e parecchi altri come me ma la stragrande maggioranza no. Visto che un passaggio a soluzioni simmetriche o lo si fa per tutti o non lo si fa lo escluderei. Oltretutto richiederebbe di rivoluzionare parecchi apparati con costi non proponibili.

La proposta di soluzione è quella di auto limitare l’uso della banda (sia in downlaod che in upload) per tutte le applicazioni affamate di banda.

Io ho suddiviso la mia rete domestica in due parti: la prima è senza limiti e ci collego gli ATA per la fonia VoIP, la seconda è a valle ed è limitata da un router che si occupa di tagliare l’uso della banda sia di downlaod che di upload. E’ solo dietro questo secondo router che collego tutto il resto.

La soluzione strutturata in questo modo è però fattibile solo per un utente esperto. Se si usasse un modem/router preconfigurato con un limite in percentuale (50-70% della banda disponibile) sulle porte standard utilizzate dalle applicazioni “affamate” anche il grande pubblico potrebbe permettersi di utilizzare tutto quanto ci sia a disposizione riuscendo nel contempo a navigare, gestire le e-mail e telefonare via internet.

Questo tipo di ragionamento presuppone due fattori importanti (tralascio la qualità e la reale e totale disponibilità della banda nominale: questo meriterebbe un intero discorso a se stante): La volontarietà della scelta di auto limitarsi e la collaborazione di chi sviluppa le applicazioni nel farlo impostandole in modo che comunichino sulle porte “limitate” (fermo restando che l’utente esperto possa comunque variare qui parametri: odio gli obblighi).

Lo scenario sarebbe quindi il seguente.

Attivo una connessione internet e, nel caso la acquisti con il modem/router compreso, me la forniscono con il limite attivato. Nel caso voglia il mio modem/router sarebbe comunque un oggetto con il limite attivato come impostazione di fabbrica e, in entrambi i casi, disattivabile.

Utilizzo più applicazioni contemporaneamente ma tutte hanno le impostazioni predisposte per comunicare sulle porte limitate e quindi, anche se no ho idea di quello che faccio, automaticamente le tengo sotto controllo evitando che intasino la mia linea.

Tutto perfetto e facile? Purtroppo no.

Prima ho dato per scontato due prerequisiti fondamentali. La connessione internet deve essere realmente always on, passare su un supporto affidabile (niente doppini marci e affini) e tanti altri dettagli di questo tipo che ne fanno una linea di qualità. Per questo primo punto ci sono delle criticità da risolvere ma sono risolvibili.

Il secondo prerequisito invece è il punto dolente: la banda realmente disponibile deve essere pari alla banda nominale. Attualmente la cosa non è fattibile nel momento che tanti utenti iniziassero realmente a sfruttare appieno la loro connessione.

A questo punto si ritorna ancora su temi cari Stefano Quintarelli e sui quali trova in me un sostenitore: Net Neutrality e One Network. Fino a quando non si andrà verso soluzioni che rendano realmente disponibile per molti l’intera banda nominale che le singole connessioni hanno c’è solo da sperare (sigh) che poca gente utilizzi tutti questi nuovi ed interessanti servizi che usano come trasporto il P2P!

Proprio mentre finisco di scrivere questo articolo Quintarelli ne ha pubblicato uno che -guarda caso- parla proprio di One Network!

Tommaso Tessarolo invece mi ha ispirato a scrivere questo articolo.

Ottima l'osservazione di Tommaso sulle "tecnologie invisibili". E' indispensabile rendere la fruizione della NetTV trasparente come un normale telecomando da TV per poter raggiungere il grande pubblico.
Non è l'unico punto fondamentale: c'è anche da considerare che la sorgente della NetTV è la connessione internet domestica e quindi anche questa deve essere facile e sempre presente.
Ad oggi per avere una connessione con la banda garantita realmente devi essere seduto sul MIX (o poco meno) o essere realmente fortunato e avere una buona linea in Fibra Ottica, un ottima linea in ULL oppure essere super fortunato e avere una ADSL Wholesale che funzioni!

Ho letto qui che è stata annunciata la partenza della LiMo Foundation.

Quello che mi colpisce è la potenzialità insita in un progetto di questo tipo: dar modo a più persone possibili di contribuire alla creazione di una piattaforma comune sulla quale basare i cellulari significa trasferire tutti i benefici della comunità dei programmatori linux nei cellulari!

Il mio chiodo fisso è un cellulare robusto ma flessibile: non immaginatevi un mostro che si piega ma non si spezza eh? parlo di software robusto non dell'involucro!

Su questo cellulare ci deve girare un client VoIP che sia in grado di sfruttare la connessione internet più vantaggiosa. Non solo: appena arriva qualcosa di meglio (tipo WiMax prima e WiMax mobile dopo) deve riuscire a gestire anche le novità.

Secondo me questa fondazione aiuterà il mio sogno a realizzarsi!

Questa petizione online di Altroconsumo dice proprio quello che direi io: vi suggerisco di correre a firmarla!

Come sempre la notizia l'ho letta da Stefano Quintarelli!

Io sono tra quelli totalmente favorevoli ad una forma di tariffa flat per poter scaricare legalmente opere tipo film e musica e l'ho anche scritto in un commento all'ottimo articolo di Pietro.
La tariffa dovrebbe essere facoltativa (non è scontato: già immagino una sorta di tassa sulle Adsl tipo quella sui cd/dvd vergini). Resterebbero comunque quelle persone che, nonostante la possibilità di scaricare legalmente, continuerebbero a farlo illegalmente ma questo è un altro tipo di problema.
Io una tariffa flat ragionevole la pagherei.

Resta in piedi una questione non da poco.

Scarico legalmente visto che ho pagato una tariffa ma da chi scarico? Se lo faccio da un server centrale con sistemi tipo login e salvataggio dell'IP la cosa sarebbe tecnicamente semplice e lineare ma praticamente improponibile. Ve lo immaginate cosa significhi anche solo 100 utenti che scaricano 4 Gb di DVD? Che razza di banda dovrebbero avere questi server per sopportare tutto questo?

La soluzione più ovvia è quella del P2P ma allora bisognerebbe che chi condivide non sia penalmente perseguibile magari ampliando il concetto di flat per scaricare in flat per scaricare/condividere. Chiaramente, da qualsiasi punto di vista la si prenda, una modifica radicale, anzi: una rivoluzione, dell'attuale legislazione in materia di diritto d'autore si imporrebbe!

Giorni fa avevo letto di un concorso proposto da Napolux: metteva in palio degli spazi pubblicitari nel suo blog (per la precisione all'interno dei feed). Al momento non avevo pensato di partecipare: scrivere un articolo con il solo scopo di partecipare non mi piaceva.

Ieri sono ricapitato sul suo blog senza ricordarmi dei precedenti e mi sono accorto che scrive articoli interessanti; è finito nel mio aggregatore di feed e, a quel punto, mi sono trovato nuovamente di fronte il concorso. Come allora anche ieri non avevo un idea per un articolo ma, vista la coincidenza, mi sono fermato a rifletterci e… nulla.

Questa mattina ho avuto un illuminazione: mi sono reso conto che spesso mi capita di appassionarmi così tanto di uno strumento al punto di impegnarmi in compiti che servono allo strumento stesso e non allo scopo per il quale lo si utilizza.

Non si capisce vero? Mi spiego meglio.

Un appassionato del P2P usa lo strumento per scaricare e condividere (materiale free eh? mi raccomando ;) ). Il cortocircuito si crea quando l'appassionato si impegna nello sviluppo dei programmi che fanno funzionare le reti P2P.

Nel blog mi sa che questo mio vizio sta' partendo: scrivo un articolo per poter partecipare ad un concorso che potrebbe dare più visibilità al mio blog. :)

Ma forse non è così: difatti qui sto' parlando di una mia caratteristica e il concorso è quasi in secondo piano rispetto a questo!

Al massimo si può dire che, rispetto agli argomenti principali, il tema di questo articolo sia un po' Off Topic ma non me l'ha ordinato il medico di parlare esclusivamente di connettività VoIP fisso e mobile e P2P!

In questi giorni ho letto commenti a ruota libera riguardo alla sentenza della cassazione che parlava di non colpevolezza per due ragazzi che scaricavano e condividevano materiali protetti da copyright.

Sulle prime, appena vista la notizia, mi è subito venuta voglia di scrivere la mia sul argomento e quindi ho iniziato ad informarmi meglio. Non sono un esperto in legge e il risultato l'ho visto subito: non sono riuscito a capire esattamente quale fosse la portata di quella sentenza.

Quello che ero riuscito a capire è che in molti che scrivevano sull'argomento avevano le idee più confuse di me: vuoi per l'entusiasmo o per altri motivi ma l fatto è che ciascuno sembrava commentare una sentenza diversa!

Ho iniziato a capirci qualcosa quando ho letto l'articolo di Dario Bonacina che, forse proprio perché ha meditato sulla cosa, lo ha pubblicato solo ieri!

Quella sentenza è relativa a fatti che si sono svolti prima della promulgazione di molte leggi che hanno rivoluzionato tutto: ad oggi, chi compisse quegli atti (rendere disponibili su un server FTP materiali protetti da copyright) compirebbe un atto penalmente punibile.

Se tutto questo commentare questa sentenza serve per animare il dibattito sui diritti d'autore relativamente al download e upload tramite reti P2P e/o server FTP ben venga ma sarebbe opportuno sapere di cosa si parla quando si scrive (io ne so qualcosa visto che sono stato pubblicamente corretto proprio su questo argomento!)

Tommaso Tessarolo parla in un articolo dei vantaggi del P2P per distribuire contenuti come radio e TV.

In estrema sintesi (ma il suo articolo leggetevelo che, come sempre, è esauriente) l’uso di banda di chi trasmette usando un sistema P2P si riduce drasticamente.
Portando avanti il suo ragionamento posso aggiungere un ulteriore tassello.
Se la Net Radio risparmia 111.2Mbit chi li paga?
Essendo una struttura P2P li “pagano” i singoli utilizzatori che in realtà , avendo un contratto flat, non pagano nulla di più della loro tariffa.
Tutti risparmiano a scapito del carrier?
Esatto ma il Carrier è cornuto e mazziato perché oltre a perdere introiti per quei 111.2Mbit si vede intasare la parte terminale delle proprie infrastrutture di rete dato che i singoli user passano attraverso tutti gli ultimi anelli della struttura di trasporto: apparati nelle centrali di zona e trasporto verso i backbone. Concentrando quel traffico su un server i carrier hanno invece il vantaggio di poterlo piazzare direttamente connesso al loro backbone evitando di dover potenziare le strutture che danno la connessione a noi poveri utenti adsl!

Ben venga quindi il P2P se il risultato (oltre a far arrabbiare i carrier) è che qualcuno dovrà potenziare le infrastrutture che ci portano la connessione internet in casa!

Oggi ho visto una chiostrina Telecom sostituita!

Il fatto è eccezionale: nel senso letterale del termine. Di chiostrine mezze distrutte o anche solo con lo sportello guasto (non si chiude) ne vedo un infinità e il fatto di essere passato a fianco di una di queste ed aver constatato che è stata sostituita e che l'asfalto alla base è stato ripristinato è un autentica eccezione!

Come spesso mi capita prendo spunto da una notizia o, come in questo caso, da un fatto che rilevo io direttamente per poter dire la mia su una questione più generale.

La manutenzione di una rete capillare di doppini in rame (il famoso ultimo miglio) è sicuramente costosa. Per manutenzione poi si possono intendere interventi di natura abbastanza diversi. Quello del fatto in questione è uno ma esistono anche diverse situazioni nelle quali interi fasci di doppini sono così vecchi che farci passare una ADSL è un impresa!

Non ho l'esatta conoscenza degli obblighi di Telecom in quanto gestore del monopolio naturale dell'ultimo miglio ma presuppongo che tra questi ci sia la manutenzione.

Lasciare questo compito importante e delicato al puro rispetto di un obbligo comporta che venga svolto nella maniera più economica possibile e, come unico parametro, facendo in modo che il degrado resti entro la misura che non arrivi a danneggiare troppo il proprio giro di affari.

Se la gestione della rete fosse disgiunta (quantomeno come divisione interna, non necessariamente come separazione in due aziende della Telecom) dal resto e dovesse rendere conto e girare i costi della manutenzione a tutti in modo trasparente forse lo stato della nostra rete sarebbe migliore e magari ci sarebbe spazio per investimenti e migliorie che vanno ben oltre la semplice manutenzione!

Questo punto di vista è parziale in quanto non tengo conto molti altri fattori che porterebbero a spingere verso la soluzione della separazione ma ammetto di non avere le competenze e le conoscenze di persone del calibro di Stefano Quintarelli che, tra l'altro, parla spesso anche di questi tipi di problematiche!

Ero proprio contento di poter partecipare alla beta di Joost ed ero anche triste per i contenuti in inglese.

Ora è partita la fase beta di un progetto che sembra simile ma che è di Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb: Babelgum. Il sito è scritto in inglese e ha personaggi provenienti da varie parti d'Europa quindi potrebbe anche essere che i contenuti siano in inglese ma io spero che ci piazzino anche prodotti italiani e soprattutto che ci sia modo di farci entrare anche materiale auto prodotto.

Il client è, come per Joost, basato su una piattaforma P2P.

Ora basta scrivere: corro ad iscrivermi alla beta!

Leggendo una notizia dove si spiega che finalmente Fastweb è riuscita a produrre cassa mi è subito venuto il pensiero: “Per forza!”.

Investire cablando in fibra fino in casa/ufficio è un impresa ciclopica e dai costi elevati.

Difatti hanno smesso da tempo di farlo e si sono orientati ad un sistema che permettesse un ritorno degli investimenti più rapido. Hanno cablato in fibra solo fino alle centrali di zona Telecom e lì dentro hanno piazzato i lori apparati (DSLAM) per coprire le utenze con quello che è chiamato ULL.

Non contenti di aver ridotto la qualità della linea che arriva in casa alla propria utenza di recente hanno pensato bene di ridurla ulteriormente utilizzando un sistema con ancora meno costi: rivendono connettività Telecom mettendosi allo stesso livello di un piccolo ISP.

Meno soldi investiti di così (e meno qualità di così) non credo sia possibile ma potrei anche sbagliarmi. E’ per questo che dico che è scontato che facciano cassa!

Da qualche tempo il sito The Pirate Bay si sta impegnando in un operazione spettacolare.

Vogliono comprarsi il principato di Sealand e usarlo come base per creare una nazione dove il P2P non incontri ostacoli.

La soluzione è drastica e richiede anche una montagna di soldi ma avvisano che il piano B, nel caso non riescano dell'acquisto di Sealand, è di comprare un altra micro isola.

I soldi dove arrivano? Chiaramente da chi decide di donarli a loro!

Prospettive di acquisti fantascientifici con soldi nostri? A me qualche dubbio viene… e a voi? :)

Grazie alla precisazione di Stefano al mio articolo e al suo articolo compreso il suo commento mi è venuta l'ispirazione per una precisazione.

Non conosco tutti i sistemi di scambio file P2P ma sicuramente almeno due tra i più utilizzati si basano su un meccanismo che è l'anima portante dei sistemi P2P: bisogna obbligatoriamente condividere per poter scaricare. Mentre si scarica un file automaticamente viene messa in condivisione la parte già scaricata del file stesso. Questo è ottimo per rendere efficace la rete P2P ma di fatto trasforma un illecito in un reato!

Difatti se scaricare un file protetto da copyright di per se è solamente un illecito amministrativo utilizzando questi tipi di reti P2P si trasforma in reato in quanto automaticamente viene messa in condivisione la parte che si è già scaricata.

Era da parecchio che sentivo vociferare di Eolo: il progetto di NGI per connettività senza fili e grazie all'anticipazione di Tagliaerbe ora possiamo vedere di cosa si tratta!

Purtroppo la copertura non è quella che speravo ma la amplieranno di sicuro.

In sostanza si tratta di una connessione senza fili con frequenza 5Ghz e tagli commerciali fino a 6Mbit in download e fino a 4Mbit in upload. L'affidabilità viene dichiarata essere pari ad una connessione SHDSL.

I prezzi sono un po' alti se comparati ad altre soluzioni apparentemente simili ma in realtà , se li si paragona a linee SHDSL sono più che economiche. Il taglio base è addirittura competitivo con alcune ADSL: una 2Mbit/256kbit a 29€/mese.

Sembra assurdo ma è così: non sono in tanti ad essere consapevoli che scaricare un film è EDIT: illecito non reato.

Passi che non lo sappia il tassista di Stefano Quintarelli ma mi è capitato di scoprire, con sommo stupore, che quasi tutti gli abituali frequentatori dei network p2p non lo sanno!

Fermo restando che per, quanto io possa criticare l'attuale legge Urbani, se un azione è reato lo è e basta io prendo spunto da alcuni ipotetici profili di "scaricatori" di film per fare una considerazione.

Tipo "Delinquente": scarica un film, magari uno di quelli appena uscito nelle sale cinematografiche, lo duplica e va a venderlo per strada.

Tipo "oh come sono furbo": agisce come il tipo "Delinquente" ma invece che vendere il film se lo guarda. Si esalta pure nel vedere un film dove ogni tanto lo spettatore davanti oscura la telecamera con la quale il film è stato ripreso e gode quando sente i colpi di tosse del pubblico o, peggio ancora, le risate del pubblico tipo telefilm. In fine lo mette in condivisione per permettere ad altri di scaricarlo.
Tipo "ho già dato": si guarda il film al cinema. Quando esce in dvd lo noleggia e se lo riguarda. Per poterlo rivedere ancora cerca di duplicarselo e, se non riesce, lo scarica.

La considerazione è che tutti e tre commettono un reato ma l'attuale legge quasi non fa distinzione tra i primi due (e a me sembra che siano due reati di gravità diversa).

Il terzo invece commette un illecito minore ma pur sempre un illecito.

Secondo me il terzo avendo già effettivamente pagato più volte i diritti d'autore dovrebbe essere messo in condizione di poter avere la sua copia del film ad un prezzo inferiore a quello del noleggio: meglio se flat come ho già scritto.

EDIT: grazie a Stefano per la precisazione giuridica. E' reato mettere in condivisione mentre scaricare e basta è un illecito amministrativo. (se non ricordo male solo la prima formulazione della legge Urbani parlava di reato anche per chi scaricava).

I sistemi di protezione da copia applicati alla musica, e anche ai video, danno non poco fastidio ma rallegriamoci: sono sulla via del tramonto.

Questo è possibile grazie proprio a noi e al fatto che, infastiditi dalle limitazioni che questi pongono, evitiamo di comprare musica protetta con questi metodi.

La notizia arriva da EMI che ha deciso di eliminare il DRM nei suoi CD e l'ho letta qui su Punto Informatico.

C'è speranza per noi poveri utenti/clienti bistrattati: è sufficiente ribellarsi evitando di comprare prodotti con questi tipi di limitazioni!

Leggendo un articolo di Tommaso Tessarolo mi convinco sempre di più che Nokia sia sulla strada giusta.
Nokia ha iniziato tagliando alberi e ha inventato il telefono mobile per darlo ai suoi taglialegna e poi è passata attraverso a molte evoluzioni. In Nokia hanno evidentemente capito che nel futuro i dispositivi mobili non saranno più principalmente usati per fonia mobile tradizionale ma diventeranno degli oggetti connessi senza fili tramite WiMax sui quali si potrà utilizzare un client SIP per telefonare ma fare anche tante altre cose.

Ormai è da parecchio tempo che ho felicemente abbandonato Telecom Italia.

Per il mio tipo di profilo il risparmio è notevole: telefono poco quindi togliere il canone vuol dire molto.

Devo ammettere che le difficoltà sono tante:

- La connessione in questi mesi traballa (sfortunatamente da me nessuno arriva con propri apparati: no ULL no party) e quindi la fonia via internet fa pena.

- L'ata comprato su ebay da un tedesco parla solo il tedesco e quando fa i capricci è dura capirci qualcosa.

- Accendi il forno mentre andava la stufetta elettrica: tempo 1 minuto e salta la luce. Insieme alla luce salta la fonia e magari pure i settaggi che sono da rifare.

Non voglio certo scoraggiare chi si avvicina al magico mondo del "mando a quel paese Telecom e passo al VoIP" anche perché, per chi non ama complicarsi la vita come me, esistono ottime soluzioni che parlano inglese (e non tedesco) e che forniscono egregiamente una miriade di funzionalità: usate un gioiellino della AVM ( Fritz Box WLAN 7050 ) e abbinatelo ad un economico ups per salvarvi dalle interruzioni di corrente. AVM ha anche un prodotto più recente ( Fritz Box WLAN 7140 ) e credo sia ottimo ma non l'ho ancora provato.

Ho segnalato un link di quel prodotto in vendita sul sito di Skypho non a caso: per la fonia VoIP Skypho è un ottima soluzione ma chiaramente quel prodotto non è in vendita solo là. Se lo comprate su ebay da un tedesco sappiate a cosa andate incontro ;) ma sappiate anche che, volendo, si può trasformare in Inglese e forse anche in Italiano. Date un occhiata qui.

EDIT: Skypho ora ha cambiato nome e si chiama EuteliaVoip

Grazie a Pietro che ha messo in palio tra i suoi lettori gli inviti che aveva (e anche quelli di altri!) sto' provando The Venice Project.

Si tratta di una piattaforma, basata su un protocollo p2p, per trasmettere filmati.

Si propone come un sorta di nuova televisione e difatti l'aspetto è quello: ci sono vari canali ciascuno dei quali trasmette a rotazione filmati su quel tema. Io mi sono divertito un po' con alcuni filmati comici, qualche documentario e delle interessanti partite di poker.

Il progetto e a mio parere molto interessante (anche altri lo hanno provato: questo è il commento di Pandemia) e ci prepara ad un futuro prossimo nel quale la neutralità della rete diventerà sempre più cruciale: Quintarelli ne parla spesso.

Cosa succederebbe a progetti come questo se tutti i fornitori di connettività si mettessero a filtrare e limitare come fa Libero?

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